MAVEN, la sonda NASA tace su Marte: segnali di rotazione anomala preoccupano gli scienziati

La missione che ha svelato il passato atmosferico del Pianeta Rosso è silenziosa dal 4 dicembre. Un frammento di segnale suggerisce problemi seri

La NASA sta affrontando un momento delicato nella sua esplorazione di Marte. MAVEN, una delle sonde più importanti mai inviate in orbita attorno al Pianeta Rosso, non risponde ai comandi dalla Terra dal 4 dicembre. Inoltre, le poche informazioni recuperate finora non sono rassicuranti. In un aggiornamento ufficiale, l’agenzia spaziale statunitense ha confermato che un debole segnale di tracciamento ricevuto il 6 dicembre indica un comportamento anomalo della sonda. Secondo le analisi preliminari, MAVEN stava ruotando in modo inatteso nel momento in cui è riemersa da dietro Marte rispetto alla linea di vista con la Terra. Non solo: la frequenza del segnale lascia ipotizzare anche un cambiamento dell’orbita.

Cos’è MAVEN e perché è così importante

Lanciata nel novembre 2013 e arrivata in orbita marziana dieci mesi dopo, MAVEN (acronimo di Mars Atmosphere and Volatile Evolution) è stata progettata per rispondere a una domanda chiave della scienza planetaria: che fine ha fatto l’antica atmosfera di Marte?

I risultati della missione sono stati fondamentali. Durante il suo anno di missione primaria, MAVEN ha aiutato gli scienziati a ricostruire come e quando Marte abbia perso gran parte della sua atmosfera, un processo che ha trasformato un pianeta un tempo più caldo e umido – con acqua liquida in superficie – nel mondo freddo e arido che osserviamo oggi.

Oltre la missione primaria: un osservatore instancabile

Terminata la fase iniziale, MAVEN ha continuato a operare ben oltre le aspettative. Negli anni ha raccolto una mole enorme di dati su fenomeni come tempeste di polvere, venti atmosferici e aurore marziane, contribuendo a una comprensione sempre più raffinata dell’interazione tra l’atmosfera del pianeta e il vento solare, il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole.

MAVEN però non è solo uno strumento scientifico: svolge anche un ruolo cruciale come ripetitore di comunicazioni tra la Terra e i robot che operano sulla superficie marziana.

Comunicazioni con i rover: cosa cambia ora

Attualmente, MAVEN funge da ponte radio per i rover Curiosity e Perseverance. La sua possibile perdita potrebbe sembrare un duro colpo, ma la NASA rassicura: non è l’unico orbiter disponibile.

A supportare le comunicazioni restano operativi:

  • Mars Reconnaissance Orbiter
  • Mars Odyssey
  • Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea
  • ExoMars Trace Gas Orbiter

Secondo la NASA, per le prossime 2 settimane di attività sulla superficie marziana, le comunicazioni verranno garantite aumentando i passaggi di questi orbiter alternativi. I team di Curiosity e Perseverance hanno già adattato la pianificazione quotidiana, riuscendo così a proseguire senza interruzioni significative le rispettive missioni scientifiche.

Un futuro incerto per una missione storica

Al momento, MAVEN resta silenziosa, e i tecnici continuano a tentare il contatto. La combinazione di rotazione incontrollata e possibile variazione orbitale suggerisce un evento critico, forse legato ai sistemi di assetto o di alimentazione. Se la sonda non dovesse riprendersi, la comunità scientifica perderebbe un osservatorio unico sull’atmosfera marziana, ma l’eredità di MAVEN rimarrebbe immensa: ha cambiato per sempre il modo in cui comprendiamo l’evoluzione climatica di Marte e il destino dei pianeti rocciosi.

Nei prossimi giorni sono attesi nuovi aggiornamenti. Fino ad allora, l’esplorazione di Marte continua, anche con un po’ di preoccupazione in più rivolta a uno dei suoi pionieri silenziosi in orbita.