Meteo, Corfù paralizzata dalla nebbia: visibilità crollata e stop ai voli

Voli cancellati e ritardi: le conseguenze immediate della nebbia sull’isola della Grecia

Nelle prime ore di venerdì 12 dicembre, l’aeroporto internazionale di Corfù “Ioannis Kapodistrias” è stato costretto a sospendere temporaneamente le operazioni di volo a causa di una densa nebbia che ha ridotto drasticamente la visibilità in pista. Il fenomeno, sviluppatosi durante la notte, ha impedito sia decolli sia atterraggi, causando la cancellazione della partenza mattutina di un volo Aegean Airlines e generando disagi per passeggeri e personale aeroportuale. Secondo le osservazioni meteorologiche locali, la visibilità orizzontale è precipitata nel giro di poche ore da circa 6 chilometri a valori prossimi ai 400 metri, una soglia incompatibile con le procedure operative standard per la maggior parte dei velivoli civili. Una riduzione così marcata ha reso inevitabile il blocco delle attività fino a un miglioramento delle condizioni atmosferiche.

Nebbia da irraggiamento: il meccanismo atmosferico

Dal punto di vista meteorologico, l’episodio è riconducibile a una nebbia da irraggiamento, una delle forme più comuni nei mesi invernali in presenza di alta pressione, cielo sereno e assenza di ventilazione. Durante la notte, il suolo perde calore per irraggiamento verso l’atmosfera libera, raffreddando gli strati d’aria immediatamente sovrastanti.

Nebbia Corfù

In questo caso, i sensori hanno registrato una temperatura dell’aria intorno ai 6 °C, coincidente con il punto di rugiada, condizione che indica aria satura e umidità prossima al 100%. In tali circostanze, il vapore acqueo condensa rapidamente in microgocce sospese, formando banchi di nebbia densi e persistenti.

Il ruolo determinante del mare Ionio

La collocazione costiera dell’aeroporto di Corfù ha svolto un ruolo determinante nell’intensità del fenomeno. Il mar Ionio, ancora relativamente mite rispetto all’aria notturna, ha continuato a fornire umidità agli strati più bassi dell’atmosfera attraverso l’evaporazione.

Questo apporto marino ha favorito la saturazione dell’aria proprio nelle ore notturne, amplificando la formazione della nebbia lungo le zone costiere e pianeggianti dell’isola. La combinazione tra ambiente marino, assenza di vento e raffreddamento radiativo notturno rappresenta uno scenario particolarmente critico per gli aeroporti insulari del Mediterraneo, soprattutto nel semestre freddo.

Miglioramento diurno, ma rischio ricorrente

Con il progressivo riscaldamento solare mattutino, la nebbia ha iniziato lentamente a dissolversi, consentendo il graduale ripristino delle operazioni aeroportuali. Tuttavia, l’episodio conferma la vulnerabilità degli scali costieri e insulari del mar Ionio a eventi di scarsa visibilità durante l’inverno, anche in assenza di maltempo vero e proprio.

Situazioni di questo tipo, sempre più frequenti durante le fasi anticicloniche persistenti, dimostrano come il “bel tempo” apparente possa in realtà tradursi in criticità operative rilevanti, soprattutto per il trasporto aereo, dove la visibilità resta un fattore determinante per la sicurezza dei voli.