Meteo, ECMWF insiste: gennaio più freddo del previsto su gran parte d’Europa

Un segnale che si rafforza nei modelli: il blocco nord-atlantico come chiave dell’evoluzione di gennaio

Gli ultimi aggiornamenti del modello ECMWF continuano a proporre uno scenario che merita particolare attenzione: la persistenza di un regime di blocco alle alte latitudini del Nord Atlantico, associato a una North Atlantic Oscillation (NAO) prevalentemente negativa per gran parte del mese di gennaio. Un’impostazione che, se confermata, potrebbe favorire un’evoluzione più fredda e dinamica sull’Europa rispetto a quanto osservato a dicembre. I run del centro europeo mostrano con buona continuità anomalie positive di geopotenziale tra Groenlandia, Islanda e talvolta Scandinavia, una firma classica dei pattern di blocco nordico. Non si tratta di un singolo run isolato, ma di un segnale che si ripresenta da più aggiornamenti, rafforzando l’affidabilità statistica della tendenza su scala mensile.

Perché una NAO negativa cambia lo scenario europeo

Una NAO negativa persistente modifica in modo sostanziale la circolazione atmosferica sull’Atlantico e sull’Europa. L’alta pressione alle alte latitudini tende a indebolire o deviare il flusso zonale occidentale, aprendo la strada a correnti da nord o nord-est dirette verso il continente europeo.

ECMWF anomalie 12-19 gennaio

In questo contesto diventano più probabili temperature inferiori alla media, soprattutto su Europa centro-settentrionale e occidentale, con un aumento delle occasioni per irruzioni di aria fredda di origine artica o polare-continentale.

Secondo diverse analisi legate proprio alle soluzioni del modello Europeo, questo assetto potrebbe inoltre favorire episodi di “Dunkelflaute”, ovvero fasi caratterizzate da vento debole e scarsa radiazione solare, tipiche dei regimi di blocco invernali e rilevanti anche dal punto di vista energetico.

Evoluzione dei regimi: dal blocco scandinavo alla NAO negativa

Dal punto di vista dinamico, le probabilità di regime calcolate da ECMWF suggeriscono una sequenza articolata: fasi iniziali di blocco euro-scandinavo (SCAND+) seguite da una progressiva transizione verso regimi più retrogradi o atlantici (ATR), compatibili con l’instaurarsi di una NAO negativa più matura intorno alla metà del mese.

Regime frequente gennaio e febbraio

Questo passaggio è cruciale perché, quando il blocco si riorienta tra Groenlandia e Islanda, il getto polare tende a ruotare, consentendo una penetrazione più efficace delle irruzioni fredde sull’Europa occidentale.

Storicamente, configurazioni di questo tipo sono spesso associate a fasi invernali più incisive, con maggiore probabilità di episodi freddi e nevosi su vaste aree del continente.

Gennaio più favorevole al freddo, ma con margini di incertezza

Le proiezioni a lungo termine di ECMWF, convergono sull’idea che gennaio possa risultare strutturalmente più favorevole al freddo rispetto a dicembre, grazie a una circolazione polare meno compatta e a blocchi ricorrenti alle alte latitudini.

Restano tuttavia aperte alcune incognite fondamentali. Il dettaglio regionale sarà determinante: la distribuzione delle anomalie potrebbe differire tra Europa occidentale e orientale, così come tra i settori continentali e il Mediterraneo.

Inoltre, il comportamento del vortice polare, inclusa la possibilità di nuovi disturbi o fasi di stretching, avrà un ruolo chiave nel modulare l’intensità e la durata dei cosiddetti “reload” freddi nel corso del mese.

In sintesi

Lo scenario delineato da ECMWF non garantisce un inverno estremo, ma indica un contesto atmosferico più dinamico e invernale, nel quale il freddo potrebbe tornare a giocare un ruolo importante su scala europea.

La persistenza del blocco nord-atlantico rappresenta il principale elemento da monitorare: sarà la sua posizione e la sua durata a determinare se gennaio si limiterà a essere un mese più fresco del normale o se potrà offrire episodi invernali di maggiore rilievo.

Un’evoluzione da seguire con attenzione, perché in presenza di NAO negativa il confine tra una fase fredda ordinaria e una vera svolta stagionale può essere sottile e dipendere da pochi dettagli sinottici.