Meteo, gelo estremo in Canada: Braeburn sfiora il record storico con −52,9°C, temperature più basse dagli anni ’80

Meteo, un episodio che riporta indietro di almeno trent’anni le statistiche climatiche invernali del Canada, per intensità, durata e precocità del freddo

L’ondata di gelo che sta interessando il Canada nord-occidentale ha raggiunto nelle ultime ore un’intensità eccezionale, riportando lo Yukon al centro dell’attenzione meteorologica internazionale. Le temperature minime registrate all’alba confermano un episodio straordinario per precocità e severità, con valori che non si osservavano così presto nella stagione da diversi decenni. Ancora una volta è stata Braeburn, piccola località dell’entroterra, a segnare il valore più estremo: la colonnina di mercurio è scesa fino a −52,9°C, sfiorando il record di −53,0°C misurato appena il giorno precedente. Si tratta di una delle temperature più basse mai registrate in inizio inverno canadese negli ultimi trent’anni, un dato che colloca l’evento ben oltre la normale variabilità stagionale.

Gelo diffuso in tutto lo Yukon interno

Braeburn non è però un caso isolato. Gran parte delle stazioni interne dello Yukon ha registrato minime eccezionali, confermando la vastità dell’irruzione artica. A nord di Whitehorse, la stazione di Nursery ha raggiunto i −50°C, mentre Faro si è avvicinata ai −49,8°C, mantenendo valori inferiori a −47°C per più giorni consecutivi.

Gelo Canada Yukon

Anche Tuchitua e l’area di Watson Lake – Iron Creek hanno toccato punte prossime ai −48°C, valori che si avvicinano agli estremi storici di dicembre per il settore sud-orientale del territorio.

Numeri di questo tipo risultano particolarmente rilevanti se confrontati con le medie climatiche di dicembre, che nelle zone interne dello Yukon oscillano generalmente intorno ai −25°C. L’attuale episodio presenta quindi anomalie negative superiori ai 20°C, un margine che testimonia la natura eccezionale dell’irruzione.

Le cause meteorologiche dell’evento

Dal punto di vista sinottico, gli esperti individuano la causa principale nella persistenza di un robusto blocco anticiclonico sul Pacifico settentrionale. Questa configurazione ha deviato il flusso zonale, permettendo a un nucleo di aria artica continentale di scivolare verso sud-est e ristagnare sulle regioni interne dello Yukon.

L’assenza di vento, il cielo sereno e la copertura nevosa hanno ulteriormente amplificato il raffreddamento radiativo notturno, favorendo temperature estreme nei fondovalle.

Evoluzione attesa

Le proiezioni indicano un graduale e lento rialzo termico nei prossimi giorni, ma i valori resteranno comunque ampiamente inferiori alla norma stagionale. Questo significa che, pur allontanandosi dagli estremi record, il gelo continuerà a dominare la scena sul Canada nord-occidentale, mantenendo condizioni climatiche pienamente invernali e potenzialmente critiche per infrastrutture, trasporti e attività all’aperto.

L’episodio in corso rappresenta quindi uno dei più intensi eventi di freddo precoce degli ultimi decenni, un promemoria concreto di come le dinamiche atmosferiche su larga scala possano ancora produrre ondate di gelo estremo, anche in un contesto climatico globale in rapido cambiamento.