Le ultime giornate di dicembre 2025 stanno restituendo immagini che ricordano gli inverni più autentici del Nord Africa occidentale. Tra la regione di Tlemcen e l’altopiano di Ain Sefra, l’Algeria nord-occidentale è stata interessata da una serie di perturbazioni fredde di origine nord-atlantica che hanno riportato la neve in modo diffuso e localmente abbondante, trasformando il paesaggio in uno scenario pienamente invernale. Nel corso della giornata di domenica 28 dicembre, nevicate intense e persistenti hanno interessato la località di Ain Safa, nel comune di Sidi Djilali, a sud di Tlemcen. I fiocchi, caduti con buona continuità, hanno imbiancato rilievi, strade e abitazioni, dando luogo a accumuli significativi anche nei centri abitati. Episodi simili sono stati segnalati sui rilievi del Monte Nador e nell’area di Tel Terni, dove le immagini circolate sui media locali mostrano una copertura nevosa estesa e rinnovata più volte nel corso del mese.
Già nei primi giorni di dicembre, un episodio marcato aveva interessato anche il Monte Tenfouchi, segnando l’inizio di una fase invernale che, con successive riattivazioni perturbate, ha mantenuto condizioni fredde e instabili su buona parte dell’Algeria occidentale.
Ain Sefra e l’Atlante sahariano tornano protagonisti dell’inverno
Più a sud, l’area di Ain Sefra ha vissuto uno dei periodi più nevosi degli ultimi anni. Le precipitazioni, spesso abbondanti, si sono trasformate in neve sui rilievi circostanti, in particolare sul Monte Mekther, dove la copertura bianca ha raggiunto quote prossime ai 2000–2050 metri durante la fase più intensa di metà mese. Le strade montane in direzione di Naama hanno richiesto interventi di sicurezza e una maggiore prudenza alla circolazione, a causa del rischio di fondo scivoloso e di accumuli improvvisi.
La dinamica atmosferica: perché ha nevicato così tanto
Dal punto di vista meteorologico, il quadro è riconducibile al passaggio di sistemi perturbati invernali ben strutturati, inseriti in una circolazione depressionaria attiva sul Mediterraneo occidentale. L’afflusso di aria fredda di origine artica marittima, associato a minimi barici in transito tra Marocco e Algeria, ha favorito precipitazioni diffuse e un deciso calo termico.
La quota neve si è mantenuta mediamente tra 1100 e 1300 metri, ma durante i momenti più intensi è scesa localmente fino a 900–1000 metri, consentendo nevicate anche su aree collinari. Secondo le cronache locali, uno degli episodi più scenografici si è verificato attorno al 22 dicembre, quando vaste porzioni del territorio di Tlemcen si sono letteralmente “vestite di bianco”.
Un dicembre dal sapore di vero inverno nordafricano
Il bilancio di dicembre 2025 evidenzia un mese marcatamente invernale per il nord-ovest dell’Algeria, caratterizzato da ripetute incursioni fredde, precipitazioni abbondanti e nevicate diffuse sui rilievi dell’Atlante telliano e dell’Atlante sahariano. Un contesto che, oltre a offrire immagini suggestive, conferma come anche il Nord Africa possa sperimentare fasi di inverno pieno, quando la circolazione atmosferica euro-atlantica assume assetti favorevoli alle discese fredde verso il Mediterraneo occidentale.


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