Tra il 16 e il 17 dicembre 2025, il Marocco è stato interessato da una delle nevicate più rilevanti degli ultimi anni sulle catene montuose dell’Alto Atlante, con effetti particolarmente marcati nel settore di Tinghir e nelle aree montane circostanti. L’evento ha assunto caratteristiche eccezionali sia per intensità sia per estensione, trasformando ampie porzioni del massiccio in un vero e proprio scenario invernale, con accumuli di neve molto consistenti già nelle prime ore successive al passaggio perturbato.
Secondo le segnalazioni provenienti dal territorio e confermate da fonti locali, sulle cime più elevate gli spessori hanno raggiunto e in diversi casi superato il metro, mentre nei villaggi e nei valichi d’alta quota si sono registrate condizioni di isolamento temporaneo a causa delle strade impraticabili. Anche le fasce di media montagna, solitamente meno esposte a nevicate così abbondanti, hanno ricevuto quantitativi notevoli: nei settori di Aït Hani, Assoul, Tilmi, Amesmrir, Ighil M’Goun e Iknioun, il manto nevoso ha raggiunto mediamente 40–50 centimetri, valori considerevoli per questo periodo della stagione.

Un evento tra i più intensi del decennio
Diversi media e stazioni radio marocchine hanno definito l’episodio come uno dei più intensi dall’inizio del decennio, sia per l’estensione delle aree innevate sia per l’impatto sulla viabilità montana. Numerosi assi stradali dell’Alto Atlante sono stati chiusi in via precauzionale, mentre le squadre di sgombero neve e di protezione civile sono entrate in azione per garantire collegamenti minimi e assistenza alle comunità più esposte. Il progressivo miglioramento del tempo nelle ore successive, con cieli più sereni e attenuazione dei venti, ha favorito l’avvio delle operazioni di ripristino.
Le cause meteorologiche dell’evento
Dal punto di vista sinottico, la nevicata è stata innescata dalla convergenza tra aria fredda di origine polare-continentale e flussi umidi atlantici, una combinazione particolarmente efficace nel generare precipitazioni intense sulle regioni interne del Marocco. Il limite delle nevicate si è abbassato sensibilmente, consentendo alla neve di cadere copiosa non solo sulle alte creste, ma anche su altipiani e vallate normalmente meno coinvolti.
Questa configurazione ha posto l’Alto Atlante al centro della fase più attiva del maltempo, sfruttando il ruolo dell’orografia che ha amplificato i fenomeni attraverso il sollevamento forzato delle masse d’aria umida.
Un valore strategico per le risorse idriche
Le immagini diffuse sui social e dai media locali mostrano paesaggi completamente innevati, con villaggi e dorsali montuose avvolti da un manto bianco continuo. Al di là delle criticità immediate, l’evento rappresenta una risorsa idrica di grande importanza: la neve accumulata costituirà un contributo fondamentale per le riserve idriche montane, influenzando positivamente il deflusso primaverile e il bilancio idrico delle regioni a sud dell’Atlante.
In un contesto climatico sempre più variabile, nevicate di questa portata confermano il ruolo cruciale dell’Alto Atlante come serbatoio naturale del Marocco e dell’intero settore sud-mediterraneo, rendendo l’evento non solo eccezionale dal punto di vista meteorologico, ma anche strategico per il futuro idrico della regione.


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