La prima parte di dicembre 2025 si aprirà con uno scenario meteorologico che attirerà grande attenzione: Europa insolitamente calda e Nord America alle prese con freddo intenso e irruzioni artiche ripetute. Un contrasto netto, quasi “speculare”, che secondo i dati ECMWF potrebbe raggiungere scarti termici di oltre +8°C sull’Europa centro-occidentale e –8°C tra Stati Uniti e Canada orientale nella fascia 7–9 dicembre, in coincidenza con il ponte dell’Immacolata. Un quadro anomalo? Non proprio. Ma certamente è un segnale chiaro di quanto la circolazione atmosferica stia mostrando una notevole ondulazione del getto polare, già osservata nelle ultime settimane e determinante per lo sviluppo del meteo a scala emisferica.
Un’onda di Rossby che ridisegna il meteo dell’inizio inverno
Alla base di questo forte contrasto c’è una profonda ondulazione del getto polare, il grande fiume d’aria che scorre tra masse fredde e miti dell’emisfero nord. In questo periodo, una onda di Rossby particolarmente marcata sta affondando sul Nord America, spalancando la porta a ripetute discese di aria artica verso le Great Plains e la East Coast.
Allo stesso tempo, la parte ascendente dell’onda – il cosiddetto promontorio subtropicale – si protende sull’Atlantico orientale e sull’Europa centro-occidentale, dove convoglia aria mite e umida da sud-ovest. Il risultato è un’Europa che vive un avvio di inverno decisamente tiepido, mentre dall’altra parte dell’oceano gli Stati Uniti affrontano un’ondata gelida dal sapore pienamente invernale.

Le diagnostiche ECMWF confermano questo equilibrio “sbilanciato”: geopotenziali sopra media tra Azzorre ed Europa occidentale, geopotenziali sotto media su Canada e Stati Uniti. Una configurazione robusta, che tende a mantenersi per diversi giorni e che aiuta a spiegare le anomalie termiche positive in Europa e negative sul Nord America.
Uno schema che si ripete sempre più spesso
Se questo “dipolo termico” vi sembra familiare, non è un caso. Gli ultimi decenni hanno mostrato una crescente frequenza di pattern in cui Nord America ed Europa assumono anomalie termiche opposte: gli inverni recenti hanno alternato episodi di Europa gelida – USA miti e, al contrario, fasi con Europa mite e Stati Uniti nel gelo.
Un esempio recente è quello di dicembre 2022, quando un’irruzione artica eccezionale colpì gli Stati Uniti mentre l’Europa viveva una fase straordinariamente mite. Questo comportamento è legato all’interazione tra grandi teleconnessioni atmosferiche: la NAO (Oscillazione Nord-Atlantica), la PNA, la fase di ENSO e lo stato del vortice polare. Sono questi meccanismi a modulare la forma più o meno “ondulata” del getto e quindi la distribuzione di freddo e mite tra i continenti.

Il ruolo di La Niña e del vortice polare disturbato
L’inverno 2025-2026 parte con due elementi chiave: da un lato una fase di La Niña che tende a rafforzare gli scambi meridiani e la presenza di saccature sul Nord America, dall’altro un vortice polare disturbato, influenzato da diversi episodi di riscaldamento stratosferico, anche se non classificati come veri e propri SSW (Sudden Stratospheric Warming).
La combinazione di questi fattori porta a un getto polare più meandrizzato, a un promontorio caldo sull’Atlantico orientale e sull’Europa e a una saccatura ricorrente sugli Stati Uniti orientali. Alcuni studi citano inoltre l’amplificazione artica come possibile fattore nella maggiore “spezzatura” del getto, anche se il legame causale non è ancora considerato pienamente consolidato sul piano scientifico.
Europa mite a inizio dicembre, ma lo scenario può cambiare
Le proiezioni stagionali non escludono cambi di scenario nel corso di dicembre. In particolare, un eventuale consolidamento di un blocco in area groenlandese o scandinava potrebbe modificare radicalmente la circolazione europea, deviando aria più fredda verso il continente.
Una nuova fase di disturbo stratosferico potrebbe spingere la AO (Oscillazione Artica) su valori più negativi, favorendo l’ingresso di irruzioni fredde verso l’Europa nella seconda metà del mese. In altre parole: il caldo anomalo di inizio dicembre potrebbe non rappresentare la regola dell’intero inverno, soprattutto se il vortice polare continuerà a mostrare segni di debolezza.
Un inverno all’insegna dei contrasti
Il quadro attuale racconta di un’atmosfera estremamente dinamica, capace di generare estremi termici opposti tra continenti. Per ora il Mediterraneo e l’Europa continuano a beneficiare di correnti miti oceaniche, mentre il Nord America affronta un inverno pieno, con gelo, neve diffusa e ondate di freddo ripetute.
I modelli mostrano chiaramente quanto questo equilibrio sia instabile: basta un cambio di fase delle grandi teleconnessioni, o un nuovo disturbo al vortice polare, per ribaltare in poche settimane la distribuzione di freddo e caldo su scala emisferica. Nei prossimi aggiornamenti previsionali si capirà se il promontorio caldo sull’Europa potrà cedere il passo a configurazioni più fredde, magari proprio in avvicinamento alle festività natalizie.


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