Una missione archeologica italiana ha portato alla luce un tempio solare nella regione di Abu Gharab, in Egitto, uno dei pochi templi di questo tipo scoperti finora. Lo ha annunciato il Ministero delle Antichità egiziano, sottolineando l’importanza della scoperta. La missione, guidata da Massimiliano Nuzzolo dell’Università di Torino e da Rosanna Perelli dell’Università di Napoli, ha individuato i resti del Tempio della Valle del Gruppo Solare del Re Neuser Ra della V Dinastia durante gli scavi in corso nel sito. Per la prima volta, ha sottolineato il Segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità, Mohamed Ismail Khaled, gli archeologi sono riusciti a portare alla luce più di metà del tempio, che si è rivelato essere una struttura colossale che si estende su una superficie di oltre 1.000 metri quadrati, caratterizzata da un’architettura unica che lo rende uno dei templi più grandi e importanti della Valle del Menfi.
Tra gli oggetti ritrovati, due pezzi di legno di un antico gioco egizio chiamato “sent”, che assomiglia agli scacchi moderni, e un’enorme soglia di pietra incisa con geroglifici, tra cui un calendario delle celebrazioni religiose del tempio e il nome del re, “Ne-Osir-Ra”.
Studi preliminari indicano che, dopo aver cessato di essere un luogo di culto reale, il tempio fu trasformato in una piccola area residenziale abitata dalla popolazione locale durante il Primo Periodo di Transizione. Ciò fornisce una nuova fonte di informazioni per comprendere la vita quotidiana degli abitanti della regione di Menfi durante questo periodo scarsamente documentato della storia dell’antico Egitto.
La missione si prepara a proseguire il suo lavoro nelle prossime stagioni per esplorare ulteriormente gli elementi di questo importante sito archeologico e scoprire nuovi dettagli che faranno luce sulla genesi e l’evoluzione dei templi solari nell’antico Egitto.




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