La più grande centrale nucleare del mondo, Kashiwazaki-Kariwa, si prepara a tornare in funzione dopo 13 anni di stop, ma il suo ruolo potrebbe andare ben oltre la produzione di elettricità. Tokyo Electric Power Company (TEPCO) punta infatti a trasformare l’area circostante in un polo strategico per data center e produzione di idrogeno, intercettando la crescita dell’intelligenza artificiale e delle energie alternative. Il recente via libera del Parlamento giapponese alla riattivazione dell’impianto segna un passaggio cruciale per TEPCO, ancora sotto pressione finanziaria per i costi legati al disastro di Fukushima del 2011. Inizialmente entrerà in funzione un solo reattore su 7, ma l’energia prodotta potrebbe attirare grandi operatori tecnologici. I data center dedicati all’IA, infatti, consumano fino a 10 volte più elettricità rispetto a quelli tradizionali e la domanda in Giappone è destinata a crescere rapidamente.
Collocare queste infrastrutture vicino alle centrali elettriche consente di superare uno dei principali colli di bottiglia: la carenza di reti di trasmissione. Resta però la sfida della latenza, data la distanza da Tokyo, che richiederà reti di comunicazione ultraveloci. Parallelamente, TEPCO guarda all’idrogeno come vettore energetico del futuro, pianificando l’avvio della produzione intorno al 2030. Un intreccio tra nucleare, digitale e transizione energetica che potrebbe ridefinire il panorama industriale giapponese.


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