Oro in ripresa: il prezzo supera i 4.370 dollari l’oncia tra incertezze geopolitiche e acquisti record

Dopo un crollo del 4% nella seduta precedente, il metallo prezioso beneficia della domanda da rifugio e di prospettive di tagli dei tassi negli Stati Uniti, puntando al miglior guadagno annuo dal 1979

Il prezzo dell’oro è tornato a salire sopra i 4.370 dollari l’oncia, recuperando dopo un brusco calo di oltre il 4% registrato nella giornata precedente. Quella di ieri aveva segnato la maggiore flessione intraday del metallo prezioso dallo scorso ottobre e la seconda volta quest’anno in cui l’oro subisce un forte calo in un’unica seduta. Nonostante la volatilità recente, la domanda di oro resta sostenuta dalle incertezze geopolitiche. I colloqui di pace tra Russia e Ucraina sono nuovamente in stallo dopo indiscrezioni secondo cui il presidente Vladimir Putin avrebbe comunicato al presidente Donald Trump l’intenzione di Mosca di rivedere la propria posizione nei negoziati, in seguito a presunti attacchi ucraini contro una residenza di Putin.

Il contesto internazionale incerto ha rafforzato il ruolo dell’oro come bene rifugio, mentre il metallo continua a beneficiare di altri fattori di sostegno: acquisti consistenti da parte delle banche centrali, afflussi costanti negli ETF e attese di ulteriori tagli dei tassi negli Stati Uniti. Grazie a questi elementi, l’oro si avvia verso il miglior guadagno annuo dal 1979, consolidando il suo ruolo di investimento sicuro in tempi turbolenti.