Quando la delusione cambia il cervello

Scienziati giapponesi svelano il ruolo dell’acetilcolina nella flessibilità comportamentale

Una delusione può fare molto più che farci arrabbiare: altera la chimica del cervello e guida le nostre decisioni. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Nature Communications dall’Okinawa Institute of Science and Technology (OIST). Guidati da Jeffery Wickens e Gideon Sarpong, i ricercatori hanno studiato i meccanismi neurali della flessibilità comportamentale utilizzando modelli murini. Gli scienziati hanno addestrato i topolini in un labirinto virtuale, insegnando loro un percorso per ottenere una ricompensa. Cambiando improvvisamente il tragitto, hanno osservato la reazione degli animali alla frustrazione. Grazie alla microscopia a 2 fotoni, è stato possibile vedere un aumento del rilascio di acetilcolina in specifiche aree cerebrali. Maggiore era l’aumento, più i topolini riuscivano a modificare il loro comportamento, abbandonando strategie fallimentari e adattandosi a nuove regole. Quando la produzione di acetilcolina è stata inibita, invece, la flessibilità comportamentale calava drasticamente.

Secondo i ricercatori, questi risultati aiutano a comprendere come il cervello rompe le abitudini e si adatta ai cambiamenti. Le scoperte potrebbero avere ricadute importanti per trattamenti di disturbi neuropsichiatrici, Parkinson, schizofrenia, disturbi ossessivo-compulsivi e dipendenze, tutti caratterizzati da difficoltà nell’adattamento comportamentale.

In altre parole, capire come il cervello reagisce alla delusione potrebbe aprire la strada a terapie più efficaci, aiutandoci a imparare, cambiare e adattarci meglio nella vita reale.