Un team della Vienna University of Technology ha messo a punto un metodo matematico che potrebbe cambiare il modo in cui comprendiamo l’Universo. I ricercatori, guidati da Benjamin Koch e autori di uno studio pubblicato su Physical Review D, hanno ottenuto una versione quantizzata della metrica dello spazio-tempo, superando uno dei nodi più complessi della fisica teorica: collegare coerentemente meccanica quantistica e relatività generale. Il loro approccio introduce le q-desic, l’analogo quantistico delle geodetiche, le traiettorie che in relatività generale rappresentano i percorsi più “naturali” di una particella soggetta alla gravità. Nella nuova formulazione la metrica non è più una grandezza esatta, ma un operatore con un’incertezza intrinseca, proprio come avviene per posizione e quantità di moto in meccanica quantistica.
I risultati mostrano differenze minime-dell’ordine di 10^(-35) metri-nel regime della gravità newtoniana, troppo piccole per essere osservate. Ma lo scenario cambia introducendo la costante cosmologica: in questo caso le q-desic divergono dalle previsioni classiche fino a scale cosmologiche di 10^(21) metri, dove emergono anche alcune delle maggiori anomalie astrofisiche, come le curve di rotazione galattiche.
Senza voler sostituire le teorie esistenti, gli autori propongono un nuovo criterio per confrontare i modelli di gravità quantistica con le osservazioni. Una prospettiva finora quasi inesplorata, che potrebbe offrire nuovi indizi sulla struttura profonda del cosmo.


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