La corsa della Corea del Sud verso lo Spazio commerciale ha vissuto una serata storica e amara allo stesso tempo. La scorsa notte, la startup sudcoreana Innospace ha tentato per la prima volta un lancio orbitale con il suo razzo Hanbit-Nano, ma la missione si è conclusa prematuramente circa un minuto dopo il decollo, quando il vettore è precipitato nuovamente verso la Terra. Il lancio è avvenuto alle 02:13 ora italiana dal Centro Spaziale di Alcântara, una base strategica situata vicino all’equatore e particolarmente vantaggiosa per le missioni orbitali. Si trattava del primo tentativo di lancio orbitale mai effettuato da un’azienda privata sudcoreana, un traguardo simbolico per il Paese asiatico.
Un’anomalia ancora da chiarire
Secondo quanto riportato dagli osservatori di Space Orbit, il razzo alto circa 17 metri non ha superato la fase iniziale di ascesa. Le cause del fallimento non sono ancora note: Innospace ha comunicato soltanto il verificarsi di un’anomalia, interrompendo poco dopo la diretta video del lancio, senza fornire ulteriori dettagli immediati.
Eventi di questo tipo non sono rari nei primi voli di nuovi lanciatori. Il debutto di un razzo rappresenta infatti uno dei momenti più complessi e rischiosi nello sviluppo di un sistema spaziale, anche per aziende con tecnologie avanzate.
Tecnologia ibrida e piccoli satelliti
L’Hanbit-Nano è un razzo a 2 stadi progettato per il mercato dei piccoli satelliti. Il primo stadio utilizza una combinazione di ossigeno liquido (LOX) e paraffina, una soluzione relativamente innovativa che punta a migliorare sicurezza e semplicità operativa. Il secondo stadio può invece essere configurato in due varianti: una con LOX e paraffina, l’altra con LOX e metano liquido, un propellente sempre più apprezzato per la sua efficienza e pulizia.
Il vettore è pensato per trasportare fino a 90 kg di carico in orbita eliosincrona. Nel volo inaugurale trasportava 5 piccoli satelliti di clienti provenienti da Brasile e India, oltre a 3 payload sperimentali dedicati alla dimostrazione tecnologica.
Una giovane azienda con ambizioni globali
Fondata nel 2017, Innospace conta oggi circa 260 dipendenti e ha sviluppato internamente tutte le proprie tecnologie di lancio. L’amministratore delegato Kim Soo-jong ha più volte sottolineato l’ambizione dell’azienda di ritagliarsi un ruolo stabile nel competitivo mercato globale dei lanciatori leggeri.
Il progetto Hanbit-Nano, infatti, è solo il primo passo: Innospace sta già lavorando a razzi più grandi e potenti, denominati Hanbit-Micro e Hanbit-Mini, con l’obiettivo di ampliare la propria offerta commerciale.
Un passo indietro, ma non la fine
Il lancio era stato inizialmente programmato per il 17 dicembre, ma era stato rinviato più volte a causa di problemi tecnici e meteo avverso. Nonostante l’esito negativo, il tentativo rappresenta un’importante esperienza tecnica e operativa.
Nella storia dell’esplorazione spaziale, molti programmi di successo sono passati attraverso fallimenti iniziali. Per Innospace – e per l’industria spaziale sudcoreana – il volo dell’Hanbit-Nano resta quindi un punto di partenza, più che una conclusione.


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