Immaginate un rover capace di trasformare le proprie ruote da compatte a grandi, adattandosi a terreni difficili e ambienti estremi: è la sfida affrontata dai ricercatori del KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology), che hanno sviluppato ruote “dispiegabili” per missioni lunari, i cui dettagli sono delineati in uno studio pubblicato su Science Robotics. Realizzate con sottili nastri di acciaio intrecciati in una geometria elicoidale, le ruote possono espandersi da 23 a 50 cm senza cerniere, combinando compattezza durante il trasporto e robustezza operativa una volta dispiegate. I test su un prototipo di rover a 2 ruote hanno confermato prestazioni sorprendenti: il veicolo si muove stabilmente su suoli polverosi simili a quelli lunari, supera pendenze fino a 34 gradi, resiste a cadute di quattro metri e continua a funzionare dopo esposizione al fuoco e a temperature estreme. Secondo gli autori, queste caratteristiche rendono le ruote ideali per esplorare cavità lunari e grotte laviche, ambienti protetti dalle radiazioni e dalle escursioni termiche ma difficili da raggiungere con tecnologie tradizionali.
Il design innovativo suggerisce un futuro dei rover più leggeri, resilienti e versatili, aprendo la strada a missioni non solo sulla Luna, ma anche su altri corpi celesti. La robotica spaziale potrebbe così superare i limiti attuali, combinando sicurezza e adattabilità per esplorazioni fino ad oggi impensabili.


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