Scoperta in Brasile riscrive la storia degli Pterosauri Filtratori

Fossili brasiliani di 113 milioni di anni offrono la rara prova di un pasto preistorico

Una straordinaria scoperta dal Brasile sta svelando nuovi dettagli sull’evoluzione degli pterosauri, i rettili volanti preistorici. I resti fossili di un nuovo pterosauro, chiamato Bakiribu waridza, sono stati identificati nella Formazione Romualdo, risalente a circa 113 milioni di anni fa (Cretaceo Inferiore). Appartenente al gruppo dei Pterodaustrini (clade Ctenochasmatidae), Bakiribu waridza visse nelle latitudini tropicali del supercontinente Gondwana. Questo gruppo è noto per le sue strategie alimentari uniche, evolutesi verso la filtrazione.

Secondo i ricercatori guidati da Aline Ghilardi, Bakiribu waridza possedeva mascelle estremamente allungate e file di denti fitte e simili a spazzole, un adattamento alla filtrazione, ma con caratteristiche distintive rispetto al noto Pterodaustro.

Un aspetto eccezionale del ritrovamento è la sua conservazione all’interno di una regurgitalite (una massa di materiale rigettato da un predatore), che includeva anche 4 pesci fossili allineati. Questa rara associazione fornisce la prova diretta delle interazioni trofiche nel paleoecosistema di Araripe.

Bakiribu waridza presenta un mosaico di tratti condivisi con parenti sudamericani ed europei, colmando una lacuna paleobiogeografica. Questa scoperta non solo arricchisce la nostra comprensione della biodiversità del Cretaceo Inferiore, ma evidenzia anche l’importanza del bacino di Araripe per svelare l’evoluzione di questa affascinante stirpe. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.