“Domani sarà il momento di minima distanza dalla Terra. 3I/ATLAS sarà a 1,798 unità astronomiche da noi e sarà visibile in buone condizioni di luce, con un telescopio o probabilmente anche un binocolo tra l’Ovest celeste e il Sud-Ovest tra la costellazione della Vergine e il Leone“. Così all’AGI Mario Giuseppe Guarcello, Primo Ricercatore INAF presso l’Osservatorio Astronomico di Palermo, ha dato conto delle ultime novità sull’oggetto interstellare 3I/ATLAS che tanto ha fatto discutere di sé per una presunta origine aliena. Intanto, tra le varie particolarità ha anche assunto un colore verdastro: “si tratta della sublimazione dei ghiacci della cometa, avvenuta in ragione del calore del Sole – continua Guarcello – A conferire quel colore è il carbonio biatomico (C2) presente nel gas che evapora nella chioma, una molecola altamente reattiva composta da due atomi di carbonio che emette luce a lunghezze d’onda verdi. Un fenomeno che può in principio aiutare a confermare che è una cometa al primo passaggio vicino a una stella e che proviene da una regione fredda del suo sistema planetario di origine, simile alla nostra nube di Oort”.
Ciò che è affascinante è che l’oggetto interstellare potrebbe nuovamente cambiare colore in un prossimo venturo. “Molto dipenderà – conclude Guarcello – da come si muoverà il calore al suo interno. Ma in linea di principio proprio perché il cambio di colore è stato indotto dall’esposizione al calore il progressivo raffreddamento, allontanandosi la cometa dal Sole, potrebbe innescare nuovi cambi di colore”.
