Il razzo russo Soyuz-2.1b, che trasporta i satelliti Aist-2T e altri satelliti per vari scopi, è stato lanciato poco fa dal cosmodromo di Vostochny. Il razzo ha funzionato normalmente, lo stadio superiore si è separato dal terzo stadio, lanciando i satelliti nelle orbite designate. I satelliti Aist-2T sono progettati per migliorare le capacità di monitoraggio terrestre e di comunicazione della Russia, contribuendo a osservazioni più dettagliate e tempestive del territorio e delle infrastrutture.
A bordo del razzo anche tre satelliti iraniani. L’Iran ha affermato che i suoi satelliti Kowsar-1.5, Paya e Zafar-2 sono destinati a scopi scientifici e civili. Il lancio segna l’ultimo di una serie di dispositivi iraniani messi in orbita dalla Russia negli ultimi mesi, un segnale del crescente livello di cooperazione tra Mosca e Teheran. Il razzo trasporta inoltre carichi utili provenienti da altri nazioni, tra cui – secondo quanto trapelato – Bielorussia e Kuwait.
Il satellite Kowsar 1.5 è una versione aggiornata della precedente piattaforma di telerilevamento iraniana, progettata per immagini ad alta risoluzione con particolare attenzione alle applicazioni agricole, secondo funzionari iraniani. Zafar è un sistema avanzato di osservazione della Terra progettato e costruito dall’Università di Scienza e Tecnologia dell’Iran e destinato a trasmettere immagini ad alta risoluzione per il monitoraggio e la gestione delle risorse naturali, spiega ancora Teheran. Infine Paya, il più pesante dei tre, è un satellite per il telerilevamento ed è considerato uno dei satelliti per immagini più avanzati costruiti a livello nazionale.
Finora non ci sono state reazioni da parte degli Stati Uniti o dei loro alleati europei in merito all’ultimo lancio. I Paesi occidentali hanno spesso espresso preoccupazione per i lanci spaziali iraniani, sostenendo che violano le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’Iran, tuttavia, ha respinto tali affermazioni.





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