La NASA ha annunciato un risultato straordinario: il telescopio spaziale SPHEREx ha completato la sua prima mappatura completa del cielo sopra la Terra. Un’immagine che colpisce per la sua bellezza, ma che soprattutto rappresenta una miniera di dati scientifici destinata a trasformare la nostra comprensione del cosmo. Lanciato nel marzo di quest’anno, SPHEREx — acronimo di Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization, and Ices Explorer — è progettato per affrontare alcune delle domande più profonde dell’astrofisica moderna. Tra queste: che cosa è accaduto nell’istante iniziale successivo al Big Bang, una frazione di tempo infinitesimale, e come quegli eventi primordiali abbiano influenzato la distribuzione tridimensionale di centinaia di milioni di galassie.
Un archivio cosmico in 102 colori invisibili
In appena 6 mesi di osservazioni, SPHEREx ha raccolto una quantità impressionante di informazioni. Il telescopio ha prodotto 102 mappe dell’intero cielo, ciascuna osservata a una diversa lunghezza d’onda, fornendo dettagli unici su stelle, galassie, nubi di gas e polveri cosmiche.

“È incredibile quanta informazione SPHEREx abbia raccolto in soli sei mesi, informazioni che saranno particolarmente preziose se utilizzate insieme ai dati delle nostre altre missioni per comprendere meglio il nostro universo“, ha dichiarato Shawn Domagal-Goldman, direttore della Divisione di Astrofisica della NASA. “Abbiamo essenzialmente 102 nuove mappe dell’intero cielo, ognuna in una diversa lunghezza d’onda e contenente informazioni uniche sugli oggetti che osserva. Penso che ogni astronomo troverà qui qualcosa di prezioso, poiché le missioni della NASA consentono al mondo di rispondere a domande fondamentali su come l’universo ha avuto origine e come si è evoluto fino a creare una casa per noi“.
Dalle origini dell’universo agli ingredienti della vita
Gli scienziati utilizzeranno i dati di SPHEREx anche per studiare l’evoluzione delle galassie lungo i 13,8 miliardi di anni di storia cosmica. Un obiettivo chiave è ricostruire come gli elementi chimici fondamentali per la vita si siano formati e distribuiti nello Spazio interstellare, contribuendo alla nascita di pianeti e sistemi stellari.
Il telescopio orbita attorno alla Terra circa 15 volte al giorno, muovendosi dal Polo Nord al Polo Sud. Durante ogni orbita cattura circa 3.600 immagini, mentre il movimento della Terra intorno al Sole modifica progressivamente il suo campo visivo, consentendo la copertura completa del cielo.
Un progetto ambizioso, una scienza “gigante”
Le operazioni scientifiche sono iniziate a maggio e hanno portato, questo mese, al completamento della prima mappa globale del cielo. Nei due anni della missione principale, SPHEREx effettuerà altre 3 scansioni complete, che verranno combinate per ottenere una visione ancora più dettagliata e profonda dell’universo.
“SPHEREx è una missione astrofisica di medie dimensioni che produce grandi risultati scientifici“, ha commentato Dave Gallagher, direttore del Jet Propulsion Laboratory della NASA. “È un esempio fenomenale di come trasformiamo idee audaci in realtà e, così facendo, liberiamo un enorme potenziale di scoperta“.
Con questa prima mappa cosmica, SPHEREx non solo regala immagini spettacolari, ma pone le basi per una nuova era di esplorazione scientifica, in cui ogni astronomo – e, in definitiva, tutta l’umanità – potrà trovare nuove risposte sulle origini e sul destino dell’universo.


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