Tatuaggi e salute: studio rivela effetti duraturi sul sistema immunitario

I pigmenti migrano nei linfonodi e possono indebolire le difese per anni, sollevando nuovi interrogativi sulla sicurezza degli inchiostri

I tatuaggi potrebbero avere un impatto molto più profondo sulla salute di quanto finora ipotizzato. Un nuovo studio internazionale, guidato dall’italiana Arianna Capucetti e coordinato da Santiago González dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona, rivela che i pigmenti più utilizzati – nero, rosso e verde – non restano confinati nella pelle, ma si spostano rapidamente nei linfonodi, organi fondamentali del sistema immunitario. La ricerca, pubblicata su Pnas e condotta su topi, mostra che l’inchiostro raggiunge i linfonodi in poche ore, accumulandosi in quantità significative. Questo processo innesca una risposta infiammatoria in 2 fasi: una acuta, di circa 2 giorni, e una cronica che può protrarsi per anni. Proprio la fase cronica appare la più critica: i pigmenti vengono assorbiti dai macrofagi, che però non riescono a degradarli, accumulandoli fino a morire. L’effetto è particolarmente marcato con gli inchiostri nero e rosso.

Secondo gli autori, questo accumulo continuo potrebbe indebolire progressivamente la capacità di difesa dell’organismo e ridurre l’efficacia dei vaccini. I risultati rilanciano il dibattito sulla sicurezza dei tatuaggi e la necessità di sviluppare pigmenti e procedure più sicuri.

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