Nel cuore del periodo di viaggi più intenso dell’anno, tra Natale e Capodanno, una serie di eventi meteorologici estremi ha messo in ginocchio vaste aree degli Stati Uniti. Nel Nord/Est e nella regione dei Grandi Laghi una forte tempesta invernale ha portato nevicate abbondanti, causando la cancellazione e il ritardo di migliaia di voli, oltre a pesanti disagi alla circolazione stradale. Le autorità statali hanno dichiarato lo stato di emergenza in diverse aree, invitando la popolazione alla massima prudenza. Allo stesso tempo, sulla costa opposta del Paese, la California è uscita da giorni di piogge torrenziali, alluvioni e frane con un bilancio di vittime e danni ingenti.
Neve e caos nel Nord/Est degli Stati Uniti
La tempesta di neve ha colpito in modo particolare New York City e le aree circostanti tra venerdì sera e sabato mattina ora locale. In città si sono accumulati circa 10 cm di neve, una quantità leggermente inferiore rispetto ad alcune previsioni iniziali, ma comunque la più elevata registrata dal 2022. Nelle zone più colpite i valori sono stati superiori: nella parte centro-orientale di Long Island si sono superati i 15 cm, mentre nelle regioni montuose delle Catskills alcune comunità hanno registrato fino a 25 cm di neve.
L tempesta era in fase di attenuazione già nella mattinata di sabato, con leggere nevicate residue sul Nord/Est, mentre il fronte perturbato si spostava gradualmente verso Sud/Est. Le autorità meteorologiche hanno comunque avvertito del rischio di condizioni di viaggio pericolose, con strade scivolose, scarsa visibilità e possibili danni ad alberi e linee elettriche.
Trasporti in tilt: migliaia di voli cancellati
Le conseguenze più evidenti della tempesta si sono registrate nei trasporti, in particolare nel traffico aereo. Secondo i dati di FlightAware, dalla sera di venerdì sono stati cancellati o ritardati migliaia di voli. Nel corso del fine settimana, le cancellazioni hanno superato quota 7mila a livello nazionale, con oltre 1.300 voli in ritardo in una sola giornata.
Gli aeroporti più colpiti sono stati quelli dell’area metropolitana di New York – John F. Kennedy, LaGuardia e Newark Liberty – oltre all’aeroporto internazionale di Boston. Tutti hanno diffuso allerte per neve sui social media, mettendo in guardia i passeggeri su possibili ulteriori disagi. Anche la rete stradale ha subito rallentamenti, soprattutto nelle ore notturne, quando la neve ha reso difficoltose le operazioni di sgombero e salatura.
Stato di emergenza e appelli alla prudenza
Di fronte alla gravità della situazione, la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato lo stato di emergenza in oltre metà del territorio statale. Una misura analoga è stata adottata anche in New Jersey dalla governatrice facente funzioni Tahesha Way.
Le squadre di emergenza e i servizi comunali sono stati mobilitati in numerose città. A New York, in particolare, gli operatori hanno lavorato senza sosta per liberare strade e marciapiedi: a Times Square, simbolo della città, squadre di addetti con pale e spazzaneve hanno rimosso fanghiglia e neve per garantire la sicurezza di residenti e turisti.
La città sotto la neve: tra disagi e fascino invernale
Nonostante i problemi logistici, la neve ha regalato a New York un’atmosfera suggestiva. Molti turisti, arrivati in città per le vacanze, hanno accolto con entusiasmo il paesaggio imbiancato.
California: dalla pioggia estrema ai venti di Santa Ana
Mentre il Nord/Est faceva i conti con la neve, la California affrontava le conseguenze di un’ondata di maltempo di segno opposto. Nei giorni precedenti, potenti tempeste avevano colpito lo Stato con piogge intense, alluvioni lampo e frane. Il bilancio è stato drammatico: almeno 4 le vittime confermate, tra cui un uomo trovato morto in un’auto parzialmente sommersa nei pressi di Lancaster, secondo quanto riferito dalle autorità locali.
In alcune aree montuose sono caduti tra i 25 e i 45 cm di pioggia in soli 3 giorni, con un picco alla vigilia di Natale. Anche nelle zone più densamente popolate, come il bacino di Los Angeles e molte aree costiere, si sono registrati accumuli fino a 10 cm. Particolarmente colpita la cittadina montana di Wrightwood, dove frane e colate di fango hanno trasformato le strade in fiumi di detriti, danneggiando case e veicoli.
Nuove preoccupazioni: arrivano venti forti
Dopo una breve tregua, le previsioni indicano per la California l’arrivo dei venti di Santa Ana, attesi con raffiche superiori ai 90 km/h nelle zone montuose. Secondo il National Weather Service, i venti potrebbero sradicare alberi già indeboliti dal terreno saturo d’acqua e causare ulteriori interruzioni di corrente elettrica, aumentando i rischi per la popolazione.








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