In merito all’abbattimento del tempio di Ta Krabey, denominato anche come Ta Khwai in lingua thailandese, la Reale Ambasciata di Thailandia a Roma precisa che la struttura – che si trova in territorio thailandese – era stata occupata e utilizzata come base militare dalle forze cambogiane. Le suddette forze avevano equipaggiato il tempio con armamenti pesanti, con l’intento di lanciare attacchi contro le truppe thailandesi.
L’azione thailandese, quindi, “rientra nei casi previsti dalla Convenzione per la protezione dei Beni Culturali in caso di conflitto armato, adottata all’Aja nel 1954, che prevede la cessione di protezione speciale ai beni culturali in tempi di conflitto“, spiegano le fonti diplomatiche. Inoltre, le forze cambogiane avevano installato mine antiuomo nei dintorni del sito, in violazione della Convenzione di Ottawa, alla quale la Cambogia è parte, che vieta l’uso, la detenzione, la produzione e il trasferimento di mine antipersona, imponendo altresì la distruzione degli stock esistenti e fornendo assistenza alle vittime. Questa situazione ha reso impossibile l’accesso via terra all’area. Pertanto – concludono le autorità thailandesi – la Thailandia “non aveva altra opzione se non quella di rispondere agli attacchi“.


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