Trump rilancia l’idea di una Groenlandia americana: una nomina scatena le reazioni

La nomina dell’inviato speciale riaccende le tensioni diplomatiche con Danimarca e Groenlandia sul futuro dell’isola artica

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato domenica la nomina del governatore della Louisiana Jeff Landry come inviato speciale per la Groenlandia, riaccendendo le polemiche con Danimarca e con le autorità dell’isola artica, ricca di risorse minerarie e strategicamente collocata tra Europa e Nord America. Trump da tempo sostiene l’idea che la Groenlandia – territorio autonomo sotto sovranità danese – possa entrare a far parte degli Stati Uniti, citando ragioni di sicurezza nazionale e l’accesso a minerali critici. Landry, in carica come governatore dal gennaio 2024, ha espresso pubblicamente il suo appoggio a questa linea.

La risposta di Copenaghen e Nuuk è stata immediata e netta. In una dichiarazione congiunta, il premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen hanno affermato: “non si può annettere un altro Paese. Nemmeno invocando la sicurezza internazionale. La Groenlandia appartiene ai groenlandesi e gli Stati Uniti non la prenderanno”. 

Sul suo social Truth, Trump ha difeso la scelta scrivendo che Landry “comprende quanto la Groenlandia sia essenziale per la nostra sicurezza nazionale” e che lavorerà per “la sicurezza e la sopravvivenza dei nostri alleati e del mondo”. La Casa Bianca non ha rilasciato commenti immediati. Landry, in un post su X, ha ringraziato il presidente, definendo l’incarico “un onore” e precisando che si tratta di una posizione volontaria che “non influisce in alcun modo” sul suo ruolo di governatore.

Le tensioni sono aumentate ulteriormente quando l’amministrazione Trump ha sospeso le concessioni per cinque grandi progetti eolici offshore al largo della costa orientale degli Stati Uniti, inclusi due sviluppati dal gruppo energetico danese Ørsted.

Il valore strategico dell’isola

La Groenlandia può dichiarare l’indipendenza in base a un accordo del 2009, ma resta fortemente dipendente dalla pesca e dai sussidi di Copenaghen. La sua posizione la rende cruciale per il sistema di difesa antimissilistica statunitense, mentre la ricchezza di minerali alimenta l’interesse di Washington nel ridurre la dipendenza dalle esportazioni cinesi. Nielsen ha minimizzato l’impatto dell’annuncio in un post su Facebook: “sembra qualcosa di enorme, ma non cambia nulla per noi. Decidiamo noi il nostro futuro”. 

Escalation diplomatica

Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha annunciato che convocherà l’ambasciatore statunitense, criticando duramente la nomina dell’inviato speciale: “è completamente inaccettabile”. Negli ultimi mesi la Danimarca ha cercato di ricucire i rapporti con la Groenlandia e, allo stesso tempo, di placare le tensioni con Washington investendo nella difesa dell’Artico. Ma, come ha osservato l’analista Mikkel Vedby Rasmussen dell’Università di Copenaghen, la decisione di Trump “mostra che tutti gli sforzi danesi non hanno avuto alcun effetto”.

Un segnale, conclude il premier Frederiksen, di “una situazione difficile che i nostri alleati di una vita ci stanno imponendo”. 

Le parole di Trump

Il Presidente USA, Donald Trump: “abbiamo bisogno della Groenlandia per la protezione nazionale. Hanno una popolazione molto piccola. Dicono che sia la Danimarca, ma la Danimarca non ha speso soldi. Non hanno protezione militare. Dicono che la Danimarca era lì 300 anni fa o giù di lì con una barca. Beh, anche noi eravamo lì con le barche, ne sono sicuro”, dichiara.

La risposta di Macron

Il Presidente francese Macron in visita in Groenlandia: “la Groenlandia appartiene al suo popolo. La Danimarca ne è garante”. 

Macron