Un dente di 66 milioni di anni ribalta la paleontologia: i mosasauri non erano solo marini | FOTO

La sorprendente analisi di un fossile ritrovato nel Nord Dakota ribalta ciò che credevamo dei più temibili predatori marini del Cretaceo

  • Dente monosauro
    Immagine a scopo illustrativo realizzata con l'Intelligenza Artificiale © MeteoWeb
  • Monosauri
    Ricercatori sul posto presso il sito di scavo di Hell Creek. Credito: Trissa Shaw.
  • Monosauri
    Ricercatori sul posto presso il sito di scavo di Hell Creek. Credito: Trissa Shaw
  • Monosauri
    (sinistra) Diverse sezioni del dente del mosasauro e (destra) il dente fotografato in situ accanto a un dente di T. rex. Credito: Melanie During.
  • Monosauri
    Il dente di mosasauro trovato a Hell Creek di cui si parla in questo studio. Credito: Trissa Shaw.
  • Monosauri
    Primo piano dei denti di Brachychampsa campionati in questo studio. Credito: Melanie During.
  • Monosauri
    Un campione in preparazione per l'analisi. Credito: Melanie During.
  • Monosauri
    Blocco di frana spostato in cui sono stati rinvenuti gli esemplari studiati. Credito: Melanie During.
  • Monosauri
    Il dente del mosasauro così come è stato scoperto a Hell Creek. Credito: Trissa Shaw.
  • Monosauri
    Fotografia di una costola di Edmontosaurus dalla località di Hell Creek. Crediti: Melanie During.
  • Monosauri
    Una ricostruzione del mosasauro di Hell Creek. Foto: Christopher DiPiazza
/

Un singolo dente fossilizzato, scoperto nel 2022 nella Hell Creek Formation del Nord Dakota, potrebbe rivoluzionare ciò che sappiamo sui mosasauri, giganteschi rettili marini del Cretaceo. Questo reperto -denominato NDGS 12217 – non solo è eccezionalmente conservato, ma fornisce prove concrete che alcuni mosasauri vivevano stabilmente in acqua dolce, ben lontani dai mari che di solito associamo a questi predatori. Il ritrovamento è avvenuto in un antico contesto fluviale, popolato da dinosauri terrestri e coccodrilli, ma privo di qualsiasi traccia marina. La posizione del dente, le sue caratteristiche e l’assenza di segni di trasporto indicano che l’animale non fu portato lì dall’acqua: visse e morì in quell’ambiente fluviale.

L’identikit del predatore: un mosasauro fuori dall’ordinario

La ricerca mostra un dente dalla superficie venata e privo di seghettature marcate, caratteristiche tipiche dei Prognathodontini, una tribù di mosasauri particolarmente robusti e dotati di mascelle potenti. La morfologia del fossile esclude con decisione che possa appartenere a tirannosauri o coccodrilli, anch’essi presenti nella stessa località. La sua struttura e dimensione suggeriscono l’appartenenza a un individuo lungo fino a 10-12 metri, comparabile al cosiddetto “Breien mosasaur”, un altro esemplare della regione menzionato nello stesso studio.

Non un giovane, non un frammento trasportato: un vero superpredatore fluviale

Gli isotopi non mentono: il mosasauro viveva in acqua dolce: la parte più convincente dell’indagine è l’analisi isotopica. Lo smalto del dente conserva firme chimiche indelebili che raccontano l’ambiente in cui si è formato. In particolare: i valori di 87Sr/86Sr sono troppo bassi per un ambiente marino e ricadono pienamente nel range di acque dolci. Gli isotopi dell’ossigeno (δ18O) coincidono con quelli di dinosauri e coccodrilli terrestri della stessa località, non con gli animali marini provenienti dal vicino Western Interior Seaway. La coerenza dei valori tra tutti i fossili della Hell Creek Formation indica un ambiente fluviale stabile, non una semplice incursione occasionale.

Un mosasauro come i coccodrilli marini moderni

Gli autori della ricerca propongono un parallelismo affascinante: così come i moderni crocodili marini sono capaci di muoversi tra oceano e fiumi, i Prognathodontini potrebbero aver sfruttato la diminuzione della salinità del Western Interior Seaway per colonizzare sistemi fluviali sempre più estesi. Le evidenze isotopiche ssuggeriscono un contesto in cui l’antico mare interno nordamericano andava ritirandosi e trasformandosi in ambienti misti, dove l’acqua dolce dominava la superficie e quella salata sopravviveva solo negli strati più profondi.

In questo scenario, un enorme rettile marino si è reinventato come predatore fluviale, probabilmente cacciando dinosauri acquatici, pesci d’acqua dolce e giovani coccodrilli.

Una scoperta che riscrive l’ecologia dei mosasauri

Il risultato dello studio è dirompente: i mosasauri non erano predatori esclusivamente marini, come si è creduto per oltre un secolo. Alcuni di loro erano straordinariamente adattabili, capaci di prosperare in ecosistemi fluviali simili a quelli dominati dai grandi coccodrilli moderni.

Lo studio, basato su una rigorosa analisi multi-proxy del fossile, apre nuove prospettive sulla loro ecologia, sul loro comportamento e sul modo in cui si adattarono ai cambiamenti ambientali. Il mosasauro di Hell Creek non rappresenta solo una curiosità: è la prova che questi giganti erano più versatili, più imprevedibili e più ecologicamente complessi di quanto si pensasse.