Lo scorso 12 dicembre un evento astronomico ha squarciato lo Spazio, lasciando una traccia luminosa sui monitor degli scienziati. Mentre la maggior parte delle persone osservava il cielo notturno in cerca di stelle cadenti, un giovane ricercatore è riuscito a documentare in tempo reale un evento eccezionale: lo scontro violento di un corpo celeste contro il suolo lunare. Non si è trattato di una semplice osservazione postuma, ma di un evento catturato in diretta, un traguardo tecnico e scientifico che apre una nuova finestra sulla dinamica degli impatti nel nostro Sistema Solare e che rappresenta, ad oggi, il primo documento filmato di questo tipo mai registrato dall’isola d’Irlanda.
Un lampo nel buio: la scoperta di Andrew Marshall-Lee
Il protagonista di questa eccezionale scoperta è Andrew Marshall-Lee, un dottorando all’ultimo anno di ricerca presso l’Osservatorio e Planetario di Armagh (AOP). Utilizzando l’Armagh Robotic Telescope (ART), Marshall-Lee ha assistito a un “lunar impact flash“, un’esplosione di luce causata dall’energia cinetica di un oggetto che colpisce la superficie lunare. Si tratta di un evento estremamente raro da documentare: secondo l’AOP, questa è solo la seconda registrazione di un impatto lunare mai effettuata in tutto il Regno Unito.
“Normalmente si registrano ore di filmati per poi analizzarli con software specifici che segnalano eventuali anomalie“, ha spiegato Marshall-Lee. “Io sono stato incredibilmente fortunato: stavo guardando lo schermo proprio nel momento esatto dell’impatto. È un momento che mi rimarrà impresso per tutta la vita“.
La dinamica dell’impatto: velocità e calore
Nonostante la luminosità del flash, l’oggetto responsabile dello schianto era di dimensioni ridotte, ma dotato di un’energia devastante:
- Velocità – L’oggetto viaggiava a circa 35 km/s (126.000 km/h);
- Dimensioni – Gli esperti stimano che fosse più piccolo di una pallina da golf;
- Il fenomeno – Poiché la Luna non ha un’atmosfera significativa per rallentare o bruciare i detriti in arrivo, anche un oggetto minuscolo colpisce il suolo a velocità piena. In quel microsecondo, l’energia cinetica si trasforma in calore estremo, vaporizzando la roccia lunare e producendo il lampo visibile dalla Terra.
Il legame con le Geminidi
L’osservazione del 12 dicembre è avvenuta proprio durante il picco dello sciame meteorico delle Geminidi. Ciò rende molto probabile che l’oggetto fosse un frammento di detriti lasciato dall’asteroide 3200 Phaethon. Quando la Luna attraversa queste correnti di detriti, la probabilità di assistere a impatti simili aumenta, sebbene catturarli resti una sfida tecnologica enorme a causa della loro durata millesimale.
Perché questa osservazione è importante?
Studiare questi lampi permette agli scienziati di monitorare quanto sia “pericoloso” lo Spazio intorno al sistema Terra-Luna e di capire meglio la frequenza con cui oggetti di piccole dimensioni colpiscono i corpi celesti. L’AOP ha confermato che le indagini continueranno per confermare l’esatta origine del frammento e analizzare la magnitudo dell’esplosione.


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