Un nuovo sguardo sull’espansione dell’universo: la cosmografia a ritardo temporale

Un team di astronomi giapponesi utilizza le lenti gravitazionali per misurare la costante di Hubble con un metodo indipendente, avvicinandosi a risolvere la "tensione" cosmologica

Astronomi dell’Università di Tokyo hanno sviluppato un approccio innovativo, la cosmografia a ritardo temporale, per misurare la velocità di espansione dell’universo, nota come costante di Hubble. La tecnica sfrutta l’effetto delle lenti gravitazionali: galassie massicce deviano la luce di quasar lontani, creando immagini multiple e leggermente distorte dello stesso oggetto. Poiché la luce percorre percorsi diversi, impiega tempi leggermente differenti per raggiungere la Terra. Misurando questi ritardi temporali, combinati con modelli sulla distribuzione della massa nella galassia-lente, i ricercatori calcolano l’espansione cosmica con grande precisione.

Analizzando 8 sistemi di lenti con dati, tra cui quelli del James Webb Space Telescope, la squadra ha ottenuto una misurazione indipendente e coerente con le osservazioni dell’universo “tardo”, più vicino a noi nel tempo. Ciò rafforza l’ipotesi secondo cui la cosiddetta “tensione di Hubble” non sia solo un errore sperimentale, ma potrebbe indicare nuove dinamiche cosmologiche o lacune nella nostra comprensione dell’universo.

Con una precisione attuale del 4,5%, gli astronomi puntano a ridurla all’1-2% aumentando il numero di sistemi osservati e migliorando i modelli della massa delle galassie-lente, inclusa la materia oscura. Questo metodo promette di offrire un nuovo standard per sondare l’espansione cosmica e la storia dell’universo.