Una licenza temporanea dagli USA: Nis salva la produzione di petrolio

La licenza, che permette la ripresa delle operazioni fino al 23 gennaio, arriva dopo l'imposizione di sanzioni

Gli Stati Uniti hanno concesso una licenza temporanea alla compagnia petrolifera serba Nis, controllata da società russe e soggetta a sanzioni statunitensi, consentendole di riprendere la produzione fino al 23 gennaio. Lo ha annunciato il ministro dell’Energia serbo, Dubravka Djedovic Handanovic. “Nis ha ottenuto una licenza dall’Office of Foreign Assets Control (Ofac) degli Stati Uniti che le consente di continuare le operazioni fino al 23 gennaio. Cio’ significa che la raffineria di Pancevo potra’ riprendere le operazioni dopo 36 giorni”, ha dichiarato il ministro serbo su Instagram, “abbiamo raggiunto un obiettivo che sembrava quasi impossibile. Proteggeremo la nostra sicurezza energetica, come abbiamo fatto finora”.

Dopo nove mesi di rinvii consecutivi, il 9 ottobre Washington ha imposto sanzioni a Nis, controllata al 56% dalle società russe Gazprom Neft e Intelligence. La sua raffineria di Pancevo, vicino a Belgrado, che rifornisce circa l’80% del mercato serbo, è stata costretta a interrompere la produzione all’inizio di dicembre. Poco prima dell’annuncio del ministro, il presidente serbo Aleksandar Vucic aveva annunciato sui social media che presto avrebbe potuto annunciare “nuove politiche straordinarie”. “Abbiamo lavorato duramente, ce lo siamo guadagnato”, ha continuato il capo dello Stato, senza fornire ulteriori dettagli. Gli Stati Uniti chiedono alle aziende russe di cedere completamente le loro partecipazioni in Nis.

La Serbia ha venduto una quota di maggioranza di Nis a Gazprom nel 2008 per 400 milioni di euro. Secondo Belgrado, la Russia, alleato chiave della Serbia e suo fornitore di gas naturale, sta negoziando la vendita delle sue azioni, ma le autorità serbe hanno concesso tempo fino al 15 gennaio per finalizzare l’accordo. In caso di fallimento, il presidente serbo aveva accennato alla possibilità di nominare un nuovo team dirigenziale per l’azienda e di presentare un’offerta di acquisto a Mosca ma ha escluso la nazionalizzazione totale dell’azienda, come suggerito da alcuni ministri. Secondo la televisione nazionale serba (Rts), questa decisione di Washington fa seguito ai colloqui avuti in precedenza da Vucic con i rappresentanti dell’Ofac e del Dipartimento di Stato americano e con il primo ministro ungherese Viktor Orban. Sempre secondo la Rts, sono in corso trattative con la società ungherese Mol, che potrebbe acquisire le azioni russe della compagnia petrolifera serba.