Verso le stelle, oltre le esplosioni: così il 2025 ha forgiato la nuova corsa allo Spazio

Dodici incidenti che raccontano un anno straordinario (e difficilissimo) per i voli spaziali

Il 2025 verrà ricordato come uno degli anni più intensi della storia recente dell’esplorazione spaziale. Un periodo di traguardi storici – come il primo allunaggio privato pienamente riuscito e il debutto del potente lanciatore New Glenn di Blue Origin – ma anche di schianti spettacolari, esplosioni improvvise e missioni finite troppo presto. È facile parlare di “fallimenti”, ma nello Spazio questa parola ha un significato diverso. Ogni razzo che esplode, ogni lander che si ribalta o ogni satellite perso è parte di un processo di apprendimento estremamente complesso. Non a caso SpaceX ha impiegato 4 tentativi prima di raggiungere l’orbita per la prima volta. Oggi domina il settore. Il 2025 ce lo ricorda con forza: lo Spazio non perdona, ma insegna.

Dai satelliti ai razzi

L’anno si è aperto con problemi per agenzie spaziali consolidate e startup emergenti. L’India ha perso il satellite radar EOS-09 quando il razzo PSLV-XL ha registrato un guasto al terzo stadio. Poco dopo, la statunitense Firefly Aerospace ha vissuto un doppio colpo: prima il fallimento in volo del suo razzo Alpha, poi l’esplosione di un booster durante i test a terra.

La Cina non è rimasta immune. Il razzo Zhuque-2 della startup Landspace e il Ceres-1 di Galactic Energy hanno entrambi fallito le loro missioni, mostrando quanto sia delicata la nuova generazione di lanciatori, spesso alimentati a metano liquido, una tecnologia promettente ma ancora giovane.

Debutti difficili in tutto il mondo

Il 2025 ha segnato anche molti “primi tentativi” nazionali, e quasi nessuno è andato liscio. Il Giappone ha perso il satellite di navigazione Michibiki 5 per un problema al secondo stadio del razzo H3. L’Europa ha segnato il suo primo lancio orbitale dal suolo continentale con Spectrum di Isar Aerospace, terminato però dopo appena 18 secondi in una spettacolare palla di fuoco nei cieli norvegesi.

Australia e Corea del Sud hanno condiviso un destino simile: i razzi Eris e Hanbit-Nano, entrambi al debutto come primi lanciatori orbitali privati dei rispettivi Paesi, sono precipitati pochi secondi dopo il decollo. Un promemoria brutale ma coerente con la storia: i razzi “perfetti al primo colpo” sono rarissimi.

Atterraggi mancati ma istruttivi

Anche quando l’orbita viene raggiunta, le sfide non finiscono. Quattro tentativi di recupero dei booster nel 2025 non sono andati a buon fine, e ciò per SpaceX, Blue Origin e 2 razzi cinesi. In questi casi, però, la missione principale era riuscita: l’atterraggio era un obiettivo secondario. Tecnicamente fallimenti, sì, ma anche passi fondamentali verso razzi sempre più riutilizzabili.

La Luna: sogno vicino, terreno ostile

Il nostro satellite naturale si è rivelato particolarmente severo. Il lander Athena di Intuitive Machines è arrivato sano e salvo al Polo Sud lunare, solo per ribaltarsi poco dopo, restando senza energia. Peggio è andata al lander giapponese Resilience di ispace, che si è schiantato al suolo durante la discesa finale. Eppure entrambe le missioni hanno centrato traguardi importanti, come l’ingresso in orbita lunare, e torneranno a provarci.

Starship: esplosioni, detriti e rinascite

In cima alla lista degli incidenti più memorabili c’è inevitabilmente Starship, il razzo più grande e potente mai costruito. Nei primi voli di prova del 2025, esplosioni in volo e detriti caduti nei Caraibi hanno fatto il giro del mondo. Un veicolo è persino esploso durante in test. Come spesso accade con SpaceX, però, agli errori sono seguiti successi: gli ultimi 2 voli dell’anno sono stati impeccabili, aprendo la strada alla “versione 3” del veicolo, pensata per Marte.

Cadere per andare più lontano

Guardando 12 incidenti nel loro insieme, il messaggio è chiaro: il 2025 non è stato un anno “nero” per lo Spazio, ma un anno di crescita accelerata. Ogni fiamma nel cielo, ogni missione persa, ha generato dati, esperienza e correzioni. È così che l’umanità ha sempre avanzato oltre i propri limiti. Nello Spazio, più che altrove, fallire non è l’opposto del successo. È spesso il suo preludio.