Volare è considerato uno dei mezzi di trasporto più sicuri al mondo, ma anche l’aviazione moderna – così dipendente da satelliti e sistemi digitali – può risentire degli “umori” del Sole. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Space Weather ha acceso i riflettori su un fenomeno inquietante: durante una tempesta geomagnetica estrema, alcuni aerei possono risultare temporaneamente “fuori posizione” agli occhi dei sistemi di tracciamento. È quanto accaduto durante la cosiddetta superstorm del 10-13 maggio 2024, quando intense perturbazioni della ionosfera terrestre hanno interferito con il normale funzionamento del GPS. Sui radar digitali basati su ADS-B, diversi velivoli in volo sopra l’Europa hanno dato l’impressione di “saltare” improvvisamente lontano dalla rotta, comparendo persino centinaia di chilometri più in là rispetto alla loro posizione reale.
Un’indagine su 700 milioni di segnali
A studiare nel dettaglio l’evento sono stati Erik Schmölter e Jens Berdermann, ricercatori del German Aerospace Center (DLR). L’analisi è stata imponente: oltre 700 milioni di messaggi ADS-B provenienti da circa 18.000 aerei. Il sistema ADS-B (Automatic Dependent Surveillance–Broadcast) è una delle colonne portanti della sorveglianza aerea moderna. Ogni aeromobile invia brevi trasmissioni radio, circa una al secondo, comunicando a controllori e altri aerei la propria posizione ricavata dal GPS. È un sistema pensato per garantire tracciamento in tempo reale, fluidità del traffico e maggiore sicurezza. E proprio questa dipendenza dalla posizione satellitare è diventata il punto debole durante la tempesta.
Il giorno peggiore: l’11 maggio e il flare X5.8
Il momento più critico si è verificato l’11 maggio, quando il Sole ha colpito la Terra con un violentissimo flare solare di classe X5.8. A differenza dei disturbi geomagnetici che “deformano” l’ambiente in cui viaggiano le onde radio, in questo caso si è aggiunto un problema ulteriore: l’emissione intensa di raggi X e radio ha provocato un’interferenza diretta sui segnali GPS, in particolare sulla parte della Terra illuminata dal Sole. I numeri impressionano: fino al 53% dei collegamenti tra satelliti e ricevitori è andato in errore alle latitudini sotto i 50° N. In altre parole, molte comunicazioni fondamentali per il posizionamento satellitare si sono degradate o interrotte.
Su una mappa analizzata dai ricercatori, i punti rossi indicano 169 aeromobili che durante il flare risultavano improvvisamente “spostati” rispetto alla rotta: l’ADS-B li mostrava come se avessero fatto un salto laterale netto. Ma in realtà stavano volando normalmente.
Nessun incidente, ma il rischio non è da sottovalutare
La buona notizia è che non si sono verificati incidenti. Il motivo? La sicurezza aeronautica non si basa su un solo sistema, ma su più livelli ridondanti: negli aeroporti e nelle aree di traffico intenso restava disponibile la sorveglianza tramite radar tradizionali; i piloti mantenevano pieno controllo del velivolo; e in condizioni di visibilità, in modo quasi paradossale, potevano semplicemente guardare fuori dal finestrino per capire esattamente dove si trovavano.
Tuttavia, lo studio lancia un messaggio chiaro: tempeste più forti o più lunghe potrebbero avere conseguenze più serie. Non tanto perché gli aerei “si perdano davvero”, ma perché un tracciamento errato potrebbe complicare la gestione del traffico, aumentare il carico di lavoro dei controllori, e in scenari estremi mettere sotto stress quei margini di sicurezza che oggi proteggono l’aviazione.
Un promemoria dal cielo
L’episodio di maggio 2024 è un promemoria spettacolare e allo stesso tempo concreto: anche se viviamo nell’era della navigazione satellitare, siamo ancora vulnerabili agli eventi spaziali. Il Sole, con le sue esplosioni e tempeste, può trasformare una tecnologia affidabile come il GPS in un sistema improvvisamente impreciso. E se è vero che “non è successo nulla”, è altrettanto vero che il prossimo evento potrebbe non essere altrettanto clemente. In futuro, monitoraggio dello space weather, procedure di emergenza e tecnologie alternative potrebbero diventare ancora più importanti per garantire che, anche quando il GPS vacilla, il cielo resti un posto sicuro.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?