Un malfunzionamento emerso durante test preliminari ha bloccato il riavvio del reattore numero 6 della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, nella prefettura di Niigata, gestita dalla Tokyo Electric Power (Tepco). Si trattava di una tappa simbolica: la prima ripartenza operativa dell’azienda dopo il disastro di Fukushima del 2011, che ha profondamente segnato la politica energetica giapponese. Secondo quanto riportato dai media locali, durante una prova effettuata nel fine settimana l’allarme di sicurezza non si è attivato correttamente quando sono state estratte due o più barre di controllo dal nocciolo del reattore. Un segnale considerato critico, che ha spinto Tepco a sospendere immediatamente il test e ad avviare indagini tecniche per individuare la causa del guasto. L’azienda ha inoltre ammesso che l’anomalia potrebbe non essere compatibile con gli attuali standard di sicurezza, lasciando aperta l’ipotesi di un rinvio del riavvio previsto per oggi.
I reattori 6 e 7 avevano già ottenuto il via libera dell’autorità nucleare giapponese nel 2017, ma la loro messa in funzione era stata fermata in passato per carenze nelle misure antiterrorismo. Dal marzo 2012, tutti e sette i reattori del complesso restano inattivi, in un contesto di forte attenzione pubblica sulla sicurezza del nucleare.
Dopo Fukushima, il Giappone ha spento progressivamente le sue centrali: dei 54 reattori attivi prima della crisi, oggi solo 14 sono tornati a operare commercialmente, su 33 considerati tecnicamente riavviabili.


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