Allerta Meteo Europa, il Burian arriva davvero! Storica ondata di GELO e NEVE ad Est, previsioni impressionanti per Mosca, Kiev e Varsavia | DATI

Allerta Meteo, inizia l'assedio del grande gelo: l'Europa orientale e il Baltico nella morsa del Burian siberiano! A Mosca la temperatura scenderà fino quasi a -30°C, mentre Kiev e Varsavia saranno sommerse dalla neve con temperature vicine ai -20°C

L’inverno 2026 si appresta a scrivere una pagina storica per la meteorologia del Vecchio Continente. Quella che inizialmente appariva come una normale fluttuazione stagionale si è trasformata, nel corso delle ultime ore, in una minaccia climatica di proporzioni eccezionali. Le configurazioni bariche attuali suggeriscono l’arrivo di una massa d’aria di matrice siberiana, pronta a investire con violenza inaudita una vasta area che va dalle pianure russe fino alle coste svedesi e ai confini orientali della Polonia. La combinazione di un Vortice Polare in frantumi e di un anticiclone termico granitico sta per scatenare quella che i meteorologi hanno già ribattezzato la “Grande Divergenza Eurasiatica”. Insomma, il Burian sta arrivando davvero!

La genesi del Ciclone: il collasso del Vortice Polare e lo Stratwarming

L’origine di questa imminente ondata di gelo risiede in un evento di Sudden Stratospheric Warming (SSW) di magnitudo superiore alla norma, verificatosi nelle scorse settimane sopra il circolo polare. Questo riscaldamento improvviso della stratosfera ha causato una vera e propria scissione del Vortice Polare, i cui lobi più gelidi sono scivolati verso latitudini inferiori. In questo contesto, l’aria artica non è più confinata ai poli, ma trova un’autostrada spalancata verso l’Europa orientale. Secondo le analisi del servizio meteorologico russo Roshydromet, la stabilità di questa irruzione è garantita dalla mancanza di flussi atlantici miti, letteralmente bloccati da un muro di alta pressione che impedisce qualsiasi mitigazione oceanica.

L’Anticiclone Russo-Scandinavo l’invasione dell’aria pellicolare

La dinamica meteorologica che caratterizzerà il periodo tra il 30 gennaio e il 5 febbraio è dominata dalla formazione del celebre Anticiclone Russo-Scandinavo. Questa configurazione vede l’unione tra l’Anticiclone termico Russo-Siberiano, e l’Anticiclone Scandinavo con massimi di oltre 1040hPa tra Russia e Finlandia proprio nel prossimo fine settimana. Tale congiunzione crea un corridoio di correnti orientali che trasportano aria pellicolare, ovvero aria estremamente densa, pesante e gelida che si incolla al suolo, rendendo le temperature al suolo drasticamente più basse rispetto alla libera atmosfera. Questo “fiume di gelo” scorrerà implacabile sopra la Bielorussia e l’Ucraina, portando i termometri su valori che non si registravano da decenni in questo periodo dell’anno.

gelo russia

L’entità del Gelo: un inverno da almanacco

L’eccezionalità dell’evento non risiede solo nelle punte minime, ma nella sua persistenza. In nazioni come Estonia, Lettonia e Lituania, lo scarto dalla norma termica raggiungerà picchi di -12°C o -15°C rispetto alle medie stagionali. Non si tratterà di un freddo secco e statico, ma di un gelo sferzante accompagnato da venti di burrasca che aumenteranno la percezione del freddo (wind chill), rendendo pericolosa l’esposizione all’aperto per periodi prolungati. Il servizio finlandese FMI e quello svedese SMHI hanno già emesso avvisi di massimo livello per temperature che, in Lapponia e nelle zone interne della Svezia, potrebbero toccare i -40°C, mentre le aree costiere del Baltico vedranno il mare iniziare a congelare rapidamente sotto la spinta di correnti catabatiche costanti.

Geografia della Neve: blizzard e accumuli record

Se il gelo sarà il protagonista assoluto in Russia, la neve sarà l’incubo logistico per Polonia e Ucraina. Lo scontro tra l’aria siberiana in arrivo e le ultime sacche di umidità provenienti dal Mar Nero o dal Baltico genererà sistemi perturbati alimentati dal contrasto termico. Ci aspettiamo blizzard (tormente di neve) con visibilità ridotta a pochi metri in città come Varsavia e Kiev. L’abbondanza delle nevicate sarà particolarmente critica nelle pianure polacche e lungo l’intero arco baltico, dove l’effetto Lake-Effect Snow (rinominato Sea-Effect nel Baltico) scaricherà accumuli fino a 50-70 centimetri di neve fresca in meno di 48 ore. La neve non sarà la classica “pappa” umida, ma una polvere gelata che il vento accumulerà in enormi dune, paralizzando il traffico stradale e ferroviario.

Focus urbano: Mosca e Minsk nella morsa dell’Orso

La capitale russa, Mosca, si prepara a vivere giornate di ghiaccio puro. Tra il 1° e il 4 febbraio, le temperature minime crolleranno fino a -28°C, con massime che non supereranno i -18°C. Si tratta di uno scarto dalla norma di circa 14 gradi. Le autorità di Roshydromet avvertono che il picco del gelo sarà raggiunto proprio all’inizio di febbraio. Parallelamente, a Minsk, la Bielorussia affronterà una situazione simile con punte di -22°C. Qui la neve sarà farinosa e costante, con un accumulo previsto che supererà i 40 centimetri entro la fine del periodo considerato. L’eccezionalità per queste città risiede nella combinazione di pressioni bariche altissime e temperature che solitamente appartengono alla Siberia profonda.

Il gelo nelle capitali baltiche: Tallin, Riga e Vilnius

Le tre sorelle del Baltico saranno l’epicentro dell’aria artica marittima trasformata in gelo continentale. A Tallin, l’influenza del mare sarà annullata dalla rapidità dell’irruzione: previsti -20°C costanti. Riga e Vilnius vedranno valori simili, con minime notturne che potrebbero sfiorare i -25°C nelle zone periferiche. Lo scarto dalla norma in Lituania sarà impressionante, con temperature diurne di circa 10 gradi inferiori alla media. Il pericolo maggiore in queste aree sarà la formazione di ghiaccio vivo sulle strade, causato dal congelamento istantaneo di qualsiasi residuo di umidità al passaggio del fronte freddo venerdì 30 gennaio.

Scandinavia e Polonia: Helsinki, Stoccolma e Varsavia

A Nord, Helsinki affronterà una delle ondate di freddo più intense del decennio, con il termometro bloccato sui -22°C e venti da Nord-Est che renderanno la percezione vicina ai -35°C. A Stoccolma, la situazione sarà altrettanto critica: nonostante la protezione parziale dei rilievi, il gelo penetrerà fin sulla costa con minime di -18°C, un valore raramente toccato con tale continuità negli ultimi anni. Infine, Varsavia rappresenterà la porta d’ingresso del gelo in Europa Centrale. Il servizio Meteo.pl prevede un crollo termico repentino tra sabato e domenica, con la temperatura che passerà da 0°C a -12°C in poche ore, accompagnata da bufere di neve che potrebbero depositare oltre 30 centimetri di coltre bianca sulla capitale polacca.

L’Ucraina sotto la Neve: Kiev tra gelo e tormente

L’Ucraina vivrà una fase di maltempo invernale estremo. A Kiev, l’ondata di gelo entrerà con forza tra il 31 gennaio e il 1° febbraio. Le previsioni indicano minime di -17°C e massime di -10°C. Tuttavia, l’aspetto più rilevante per la capitale ucraina sarà l’abbondanza delle precipitazioni nevose. Situata sulla linea di confine tra l’aria gelida russa e correnti leggermente più umide da Sud, Kiev potrebbe trovarsi sotto un assedio nevoso senza sosta per tre giorni consecutivi. Lo scarto dalla norma termica per l’Ucraina centrale si assesterà sui -9°C, un’anomalia che metterà a dura prova le infrastrutture energetiche e i sistemi di riscaldamento cittadino.

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