Allerta Meteo, il Burian del secolo paralizza l’Est Europa: un fiume di ghiaccio e neve dalla Russia alla Romania | MAPPE e DETTAGLI

Allerta Meteo, scatta l'emergenza gelo e neve dalla Russia ai Balcani per una delle irruzioni di Burian più forti degli ultimi cento anni nell'Europa orientale

L’inverno 2026 entra nella storia della meteorologia europea con un’irruzione di Burian di violenza inaudita, che sta iniziando proprio in queste ore, esattamente come previsto nei precedenti bollettini meteorologici. Oggi, sabato 31 gennaio, i termometri segnano valori che non si registravano da decenni in pieno giorno: alle ore 12:40, mentre il sole tenta invano di scaldare le capitali del Nord e dell’Est, Helsinki è sprofondata a -15°C, Vilnius registra un gelido -12°C e Varsavia è bloccata a -10°C dopo una minima mattutina di -14°C. I principali centri meteorologici nazionali, dal finnico FMI al polacco IMGW, hanno emesso allerte di livello rosso per temperature estreme e bufere di neve (i cosiddetti blizzard), mentre l’estensione dei ghiacci nel Mar Baltico ha subito un’accelerazione improvvisa, superando i 90.000 chilometri quadrati di copertura in poche ore.

La dinamica sinottica: l’Alta Pressione Russo-Scandinava

Il motore immobile di questa catastrofe climatica è lo sviluppo di un potente anticiclone termico posizionato tra la Penisola Scandinava e la Russia europea. Questa struttura di alta pressione, con massimi al suolo che superano i 1035hPa ma che nei prossimi giorni supereranno i 1045hPa, funge da “ponte” per le correnti gelide siberiane, incanalandole lungo il bordo orientale e meridionale verso il cuore del continente. Tecnicamente, ci troviamo di fronte a una configurazione di blocco che impedisce alle miti correnti atlantiche di avanzare verso l’Artico, costringendo l’aria siberianaa scivolare verso la Polonia, l’Ucraina e i Balcani. La persistenza di questa cella anticiclonica, alimentata da un marcato raffreddamento radiativo sopra i suoli innevati, sta creando un “serbatoio di gelo” che i modelli previsionali dell’ECMWF indicano come duraturo per almeno i prossimi dieci giorni.

Russia e Bielorussia: nel cuore del nucleo siberiano

In Russia, l’evento ha assunto contorni epocali. Il servizio meteorologico Rosgidromet segnala che gennaio 2026 è già il mese più nevoso degli ultimi 203 anni per la regione di Mosca, con accumuli che in alcune zone superano i 90cm di coltre bianca. A Mosca e San Pietroburgo si attendono picchi minimi notturni rispettivamente di -32°C e -35°C entro la metà della prossima settimana. Nelle aree più interne della Bielorussia, come Vitebsk e Mogilev, le autorità locali hanno già mobilitato l’esercito per garantire la viabilità, poiché le temperature percepite a causa del vento (wind chill) sono crollate fino a -40°C. A Minsk, la colonnina di mercurio è prevista scendere stabilmente sotto i -25°C, mettendo a dura prova le infrastrutture di teleriscaldamento.

Le incredibili temperature previste per domani, domenica 1 febbraio:

domenica 1 febbraio

L’evoluzione del nucleo gelido nella giornata di dopodomani, lunedì 2 febbraio:

lunedì 2 febbraio

Scandinavia e Repubbliche Baltiche: temperature record e ghiaccio marino

La Finlandia e la Svezia stanno affrontando il versante più settentrionale del blocco. Helsinki, già paralizzata dai -15°C odierni, si prepara a un crollo ulteriore verso i -28°C. In Lapponia, località come Kittilä e Ivalo hanno sfiorato i -45°C, valori che mettono a rischio la sopravvivenza dei motori a combustione esterna. Nelle Repubbliche Baltiche, l’agenzia estone ERR e i media lettoni riportano criticità per la formazione di enormi stalattiti di ghiaccio sugli edifici di Tallinn e Riga, che rappresentano un pericolo mortale per i pedoni. A Vilnius, il ghiaccio sta rendendo impraticabili le linee ferroviarie verso ovest, con ritardi che superano le dieci ore per i convogli internazionali.

Ucraina: l’emergenza energetica e il fattore guerra

L’ondata di gelo si abbatte su un’Ucraina stremata dal conflitto. Nonostante il cessate il fuoco ufficializzato dalla Russia proprio ieri, la situazione sul campo rimane drammatica a causa delle infrastrutture energetiche gravemente danneggiate dai precedenti attacchi. A Kiev, dove oggi si registrano -8°C ma si prevede di scendere a -22°C entro lunedì, il governo ha attivato migliaia di “punti di invincibilità” riscaldati. Il freddo estremo funge da “arma silenziosa“: la rete elettrica ucraina è sotto una pressione senza precedenti per l’uso massiccio di stufette elettriche. Gli esperti militari suggeriscono che questo gelo siderale, pur congelando il fango e permettendo movimenti di mezzi corazzati, di fatto bloccherà qualsiasi operazione bellica significativa a causa dell’impossibilità tecnica per i soldati di operare all’aperto per più di pochi minuti senza rischiare l’ipotermia o il congelamento delle estremità.

Polonia e Moldavia: bufere di neve e isolamento

In Polonia, l’istituto IMGW ha segnalato che le zone orientali, come Lublino e Białystok, saranno le più colpite dalle tempeste di neve provocate dallo scontro tra l’aria siberiana e umidità residua meridionale. Varsavia è attualmente una città spettrale, con i trasporti pubblici ridotti al minimo. La Moldavia, geograficamente più esposta alle correnti da Nord-Est, si prepara a nevicate che potrebbero isolare centinaia di villaggi nelle regioni di Soroca e Bălți. Il governo moldavo ha emesso un’allerta codice arancione, prevedendo che il termometro possa toccare i -20°C nelle aree rurali entro le prossime 48 ore.

Balcani Orientali: Romania e Bulgaria sotto la morsa del “Crivetz”

La fase finale dell’irruzione colpirà duramente la Romania e la Bulgaria. Qui, il vento gelido di origine russa, noto come Crivetz, soffierà con raffiche superiori ai 100km/h, causando bufere di neve orizzontale. Bucarest e Sofia si attendono accumuli nevosi di oltre 40-50cm in meno di 24 ore. In Bulgaria, le autorità del centro meteo nazionale hanno evidenziato criticità massime nei passi balcanici e nelle città di Pleven e Ruse, dove le temperature scenderanno sotto i -18°C. Anche le coste del Mar Nero non saranno risparmiate, con il fenomeno del mare “fumante” dovuto alla differenza termica tra l’acqua relativamente calda e l’aria gelida sovrastante.

Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:

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