Il panorama meteorologico italiano sta vivendo una delle fasi più dinamiche e complesse degli ultimi anni. Mentre le regioni meridionali lottano ancora con gli effetti devastanti del Mega-Ciclone Harry, che fino a mercoledì 21 gennaio continuerà a flagellare la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, estendendosi poi mercoledì anche a Puglia e Basilicata, sempre con venti da uragano e precipitazioni di eccezionale intensità, l’attenzione degli esperti si sta spostando rapidamente verso l’Europa occidentale. La vera novità che emerge dagli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici riguarda proprio il post-Harry che non aprirà le porte a una tregua, ma farà da apripista a una nuova e potente tempesta di origine atlantica pronta a investire il Mediterraneo con conseguenze spettacolari per il Nord Italia.
Harry lascerà una ferita profonda nel cuore del Mediterraneo occidentale, attirando altre tempeste tipicamente invernali nel nostro Paese.
La staffetta dei Cicloni: da Harry alla minaccia Atlantica: il passaggio di testimone previsto per giovedì 22 gennaio
La configurazione barica che si sta delineando è degna dei grandi inverni del passato. Il Mega-Ciclone Harry, dopo aver esaurito la sua furia distruttiva al Sud, si allontanerà verso la Grecia tra mercoledì sera e giovedì, lasciando dietro di sé un’eredità di aria fredda e umidità nei bassi strati. Tuttavia, non ci sarà spazio per il sole. Già dalla giornata di giovedì 22 gennaio, un profondo vortice ciclonico proveniente dall’Atlantico si affaccerà con decisione nel Mediterraneo occidentale, posizionando il suo minimo pressorio tra le isole Baleari e il Golfo del Leone. Questa nuova struttura depressionaria richiamerà correnti umide e instabili che, interagendo con l’aria fredda proveniente dai Balcani sulla Pianura Padana, creeranno le condizioni ideali per un evento nevoso di vasta portata.
Allerta Meteo Venerdì 23 gennaio, bella nevicata del Nord: fiocchi diffusi dal Piemonte fino al Veneto occidentale
L’apice di questa nuova fase di maltempo inizierà a manifestarsi nella mattinata di venerdì 23 gennaio. I modelli indicano una nevicata diffusa e coreografica che colpirà con particolare violenza il Nord-Ovest, ma che non risparmierà gran parte del bacino padano. La neve cadrà fitta e con accumuli significativi su tutto il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia centro-occidentale. Città come Torino, Milano, Piacenza e Parma si preparano a essere imbiancate da uno strato bianco, con i fiocchi che potrebbero spingersi in modo diffuso anche verso il Veneto, interessando le province di Verona e Vicenza. Sarà un evento caratterizzato da neve “pesante” e bagnata, tipica delle interazioni tra aria atlantica e freddo continentale, capace di trasformare il paesaggio urbano in poche ore.
Allerta Meteo Sabato 24 gennaio: il Piemonte sotto la tempesta bianca, accumuli importanti e criticità in pianura per il secondo nucleo perturbato
Se la giornata di venerdì vedrà una diffusione generale dei fenomeni, sabato 24 gennaio la situazione si concentrerà in modo quasi ossessivo sul quadrante nord-occidentale. Un nuovo nucleo di aria gelida in quota andrà ad alimentare il ciclone, rinvigorendo le precipitazioni soprattutto in Piemonte, ma anche in Valle d’Aosta e Liguria. Qui ci si aspetta la fase più critica della tempesta, con nevicate incessanti che potrebbero depositare accumuli davvero importanti anche in pianura, superando localmente i trenta o quaranta centimetri nelle zone pedemontane. La persistenza dei fenomeni e la bassa quota dello zero termico rendono questa configurazione la più grande nevicata dell’inverno per il Nord, un evento che per estensione e quantità di neve al suolo non si vedeva da tempo in questa stagione.
Evoluzione successiva: il maltempo scivola verso il Centro-Sud. Prospettive per il periodo tra il 25 e il 27 gennaio
Dopo aver portato tanta neve al Nord, la nuova tempesta mediterranea di origine atlantica inizierà la sua naturale evoluzione verso levante e verso il Meridione. Tra domenica 25 e martedì 27 gennaio, il vortice ciclonico si sposterà lungo la penisola, richiamando aria ancora più fredda dai quadranti nord-orientali. Questo movimento traslerà il maltempo verso le regioni del Centro e del Sud, dove si prevede un sensibile calo delle temperature e il ritorno della neve a quote molto basse, potenzialmente anche in collina o nelle zone interne del versante adriatico. Tuttavia, l’esatta traiettoria di questa discesa fredda e l’entità delle nevicate appenniniche restano ancora oggetto di analisi: i prossimi aggiornamenti saranno decisivi per capire se anche il resto d’Italia vivrà il suo momento di gloria bianca o se si tratterà principalmente di una fase dominata dal vento e dal freddo pungente.
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