Piove anche oggi a Messina e Reggio Calabria, per il 21° giorno su 31 di questo mese di gennaio eccezionalmente piovoso in tutto il Sud Italia. E fa freddo, con temperatura diurna che non supera i +12°C mentre inizia a piovere in riva al mare, dopo una mattinata nuvolosa ma senza precipitazioni. E con questo maltempo, il panorama dello Stretto di Messina, già celebre per i suoi giochi di luce e i suoi miraggi, si è trasformato nelle ultime ore in un palcoscenico naturale d’eccezione. Dalle colline di Reggio Calabria, lo sguardo dei cittadini è stato catturato da una morfologia nuvolosa rara e imponente: le nubi mammatus. Queste formazioni, che sembrano sfidare la gravità con le loro protuberanze arrotondate simili a grandi bolle sospese, hanno iniziato a risalire il braccio di mare, sospinte da correnti umide e instabili provenienti dal Mar Jonio per l’avvicinamento del nuovo Ciclone che caratterizzerà tutto il weekend, sempre attirato dalla falla barica lasciata dal transito del Ciclone Harry la scorsa settimana. Il contrasto tra il grigio plumbeo del cielo e la struttura scultorea delle nubi ha creato un’atmosfera sospesa, quasi primordiale, segnale inequivocabile di un sistema perturbato in piena evoluzione.
La risalita del maltempo dallo Jonio verso lo Stretto
L’origine di questa spettacolare configurazione meteorologica risiede nell’intensa attività temporalesca che sta colpendo il versante meridionale della Sicilia. Alimentata dalle acque ancora miti e da una spinta meridionale decisa, la risalita delle celle temporalesche ha trovato nella Sicilia un naturale corridoio di sfogo. Le piogge, inizialmente concentrate su Agrigento, stanno colpendo duramente Ragusa e Siracusa, e nel pomeriggio raggiungeranno dapprima Catania, poi anche Messina e Reggio. Notevoli i 27mm di pioggia caduti a Ragusa, dove abbiamo +6°C in pieno giorno. Agrigento, con 16mm di pioggia, è crollata a +9°C: uno scenario tipicamente invernale. In serata, con i nubifragi, avremo analoghi valori termici in riva allo Stretto, per un sabato sera da lupi.
È proprio in questo contesto di forte dinamismo atmosferico che le nubi mammatus hanno fatto la loro comparsa, posizionandosi ai bordi delle incudini temporalesche e offrendo ai residenti un preludio visivo di rara bellezza prima che i rovesci colpissero con forza il territorio.
Anatomia delle Mammatus: perché il cielo sembra ribollire
Le nubi mammatus, il cui nome deriva dal latino “mamma” per la loro forma caratteristica di mammella, non sono un tipo di nube a sé stante, ma piuttosto un fenomeno supplementare che si manifesta solitamente alla base di nubi cariche di energia come i cumulonembi. La loro formazione è il risultato di un processo inverso rispetto a quello classico: se la maggior parte delle nubi nasce per ascesa d’aria, le mammatus si creano per subsidenza, ovvero per la discesa di aria fredda e satura di umidità. Quando l’aria satura di cristalli di ghiaccio e goccioline d’acqua, più pesante di quella circostante, inizia a precipitare verso il basso, incontra uno strato di aria più secca. Questo incontro provoca una parziale evaporazione che raffredda ulteriormente la massa d’aria, facendola sprofondare in quelle caratteristiche sacche arrotondate che vediamo pendere dal cielo.
Una cornice di instabilità tra correnti e orografia
La particolare orografia dello Stretto di Messina gioca un ruolo fondamentale nell’accentuare la spettacolarità di questi eventi. L’incanalamento dei venti tra l’Aspromonte e i Peloritani crea turbolenze che possono esaltare le forme nuvolose, rendendo le mammatus particolarmente definite e “impetuose” nel loro movimento. Mentre le piogge iniziano a bagnare le due sponde, il passaggio di queste nubi segna il momento di massima tensione atmosferica. Nonostante la loro apparenza minacciosa, le mammatus indicano spesso che il cuore del temporale è nelle vicinanze o sta per esaurirsi, ma nel caso odierno rappresentano il vessillo di un peggioramento che continuerà a interessare l’area dello Stretto nelle prossime ore, con temporali pronti a scaricare al suolo l’energia accumulata durante la risalita dallo Jonio.
Anche domani, domenica 1 febbraio, ancora piogge e freddo in Calabria e Sicilia, con abbondanti nevicate sui rilievi oltre i 1.300 metri di altitudine.
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