Brasile, chiesta giustizia per il cane torturato dagli adolescenti

La first lady brasiliana esprime indignazione per la morte del cane randagio, vittima di violenza da parte di adolescenti

La first lady brasiliana Janja Lula da Silva è intervenuta sul caso del cane comunitario Orelha, morto dopo essere stato torturato a Praia Brava, a Florianópolis, nello Stato meridionale di Santa Catarina da un gruppo di 4 adolescenti. In un post su Instagram Janja ha espresso “tristezza e indignazione”, chiedendo giustizia e sottolineando che “la brutalità non nasce dal nulla, ma si coltiva nell’omissione e nell’impunità”. Da tempo impegnata nella difesa dei diritti degli animali, Janja è proprietaria di tre cani adottati: Resistência, Esperança e Paris. Orelha era un cane randagio accudito da tutta la comunità e considerato una mascotte della zona.

La Polizia civile di Santa Catarina ha aperto due distinti filoni d’indagine: uno per l’azione dei minori e un altro per presunte pressioni esercitate su testimoni. In quest’ultimo procedimento sono stati incriminati tre adulti – i genitori e uno zio dei ragazzi – sospettati di aver tentato di ostacolare le indagini. Il caso ha suscitato forte emozione in Brasile, tanto che anche la nota conduttrice televisiva Ana Maria Braga ha parlato di “crudeltà” e “codardia”, denunciando il rischio di impunità.