“Siamo già partiti, non possiamo lasciare case senza acqua o i detriti sulle strade. I sindaci hanno avuto direttive precise da parte della regione e della Protezione Civile di avviare subito i lavori di rimozione dei detriti, di spalamento delle strade, di pulizia e di riattivazione dell’acqua e dell’energia elettrica e del gas. Oltre a questi lavori sono in corso e li vedete, c’è anche la copertura finanziaria. Sono partiti perché la giunta ha deliberato 50 milioni per i primi interventi, quindi c’è una copertura finanziaria“. Lo ha detto il capo Dipartimento della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina, facendo il punto, a Catania, sui danni causati dal ciclone Harry in Sicilia.
“Oltre a questo, ieri e oggi – ha aggiunto Cocina – siamo andati su Stromboli e su Lampedusa. In questo momento, i nostri tecnici sono su Linosa e Lampedusa per verificare i collegamenti con le isole minori, perché le strutture portone sono state pregiudicate. Sono iniziati i lavori di per Stromboli, per la messa in sicurezza. In questo momento si sta valutando la stabilità del pontile di Lampedusa per consentire quindi non solo l’attracco dell’aria ma anche lo scarico dei mezzi pesanti. Ci sono gravi danni su Lampedusa”.
“Un altro intervento – ha sottolineato Cocina – è quello del ripristino di tutto il collettore fognario che collega in questo momento Santa Teresa di Riva. È urgente, da domani si interviene su questo ma stiamo valutando come, perché è molto complesso. C’è invece l’ipotesi di ripristinare quanto più possibile tutti i lungomari del Messinese, Santa Teresa e Furci perché sono un’alternativa, un bypass della strada statale che in questo momento è sovraccarica”.
Ciclone Harry, Trantino: “tra 2-3 giorni riapriamo il lungomare di Catania”
“I danni ci sono stati, ma dobbiamo cominciare subito a reagire. Intanto fra martedì e mercoledì al massimo riapriremo il lungomare, seppur a doppio senso di circolazione, solo su una carreggiata. Per la stessa data avevamo già previsto l’inizio dei lavori da Piazza Nettuno in poi, per cui era già messo in conto la chiusura pure lì di una carreggiata“. Lo ha detto il sindaco di Catania, Enrico Trantino, a margine di un sopralluogo nel lungomare Ognina, danneggiato dal ciclone Harry, con i Presidenti di Senato, Ignazio La Russa, e dell’Ars, Gaetano Galvagno, e il capo Dipartimento della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina. “Stiamo cominciando i lavori del nuovo lungomare – ha aggiunto il primo cittadino – e quello che è successo ci dà anche l’occasione per eventualmente rivalutare l’intervento da compiere. Dobbiamo capire se a livello geologico ci possono essere dei problemi che comportino l’esigenza di sacrificare il marciapiede, cosa che ancora siamo in tempo di fare, visto che comunque sarà un lavoro che durerà due anni e mezzo e questo ci permetterà pertanto di avere un lungomare ancora più bello di prima”.
“Dobbiamo fare i conti – ha sottolineato Trantino – con un evento che ha messo a nudo le nostre debolezze, le nostre fragilità, se vogliamo anche la nostra insipienza nel non aver saputo pensare 50, 40 o 30 anni fa che la natura non può essere sopraffatta dall’intervento umano. Quindi adesso dobbiamo riguardare il tutto, cercando di intervenire senza commettere gli errori del passato e senza fare nulla che il mare si possa riprendere”.
Sulla stima dei danni, il sindaco Trantino parla di cifre provvisorie: “noi abbiamo fatto una prima richiesta di 120 milioni di euro, ma è ancora una richiesta che non tiene conto di tutte le segnalazioni che ci stanno giungendo da chi ha subito danni nelle proprie abitazioni, nelle proprie attività e quindi è un numero destinato inevitabilmente ad aumentare”.


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