“Vigilerò personalmente su ognuna delle attività che dovremo svolgere e, in particolare, sulla celerità con cui saranno liquidate le risorse. Faremo ancora rete, come abbiamo fatto dal momento in cui abbiamo ricevuto le prime previsioni meteo”. A dirlo è il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che stamani ha convocato in via straordinaria la Giunta per la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale per il maltempo che nei giorni 19, 20 e 21 gennaio ha investito la Sicilia a causa del ciclone Harry. Via libera dall’Esecutivo regionale anche alla richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale. Sul piano economico, la giunta ha stanziato 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per affrontare le situazioni più gravi nei territori e ha deliberato un disegno di legge finanziario che, una volta approvato dall’Assemblea regionale siciliana, consentirà di accedere a 20 milioni di fondi globali.
Schifani, che ha definito quello vissuto nei giorni scorsi nell’Isola, un “evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni”, ha spiegato di essere “molto preoccupato, in quanto siciliano, ma ce la metteremo tutta per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile”. Dopo aver sottolineato che “il sistema di Protezione civile ha funzionato e ci ha permesso di tutelare l’incolumità delle persone”, ha assicurato: “le Istituzioni non mancheranno di far sentire ancora la propria vicinanza ai cittadini e comincerò già da domani, in prima persona, con i primi sopralluoghi nei territori più colpiti”.
Schifani ha parlato anche della fase successiva all’emergenza, quando l’impegno delle Istituzioni sarà tutto rivolto alla ricostruzione. “Attraverso una legge quadro nazionale del 2025 – ha detto – vi è la possibilità di riconoscere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Grazie a una governance centralizzata, e con la nomina di un commissario straordinario, sarà possibile coordinare interventi di natura pubblica e privata e accedere a procedure semplificate per cittadini e imprese”. “Gli uffici stanno valutando se vi siano i presupposti per accedere al fondo di solidarietà europeo o a una riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie. Ho già avvisato tutti che, da ora in avanti, il 50 per cento della mia attività istituzionale sarà dedicato a questo”.
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