Sidi Bou Said, iconico borgo affacciato sul Mediterraneo e simbolo della costa del Grand Tunis, vive giorni di alta tensione a causa dell’ondata di maltempo legata al Ciclone Harry. Le autorità locali hanno disposto lo stato di “alta sorveglianza” dopo i cedimenti registrati negli ultimi giorni, con evacuazioni precauzionali, restrizioni alla circolazione e controlli approfonditi su edifici e infrastrutture esposte al rischio di frane e smottamenti. Il peggioramento meteorologico ha colpito in modo severo il litorale e le aree collinari, dove piogge intense, forti venti e mareggiate hanno provocato il cedimento parziale di un promontorio roccioso in una zona turistica. Alcune strade interne del borgo, tra cui Rue Hedi Zarrouk e l’area di Villa Didon, sono state chiuse in via preventiva per instabilità del terreno.
Dal punto di vista geologico, la collina di Sidi Bou Said è considerata vulnerabile: i terreni argillosi e fratturati favoriscono l’infiltrazione dell’acqua, riducendo la coesione del suolo e aumentando il rischio di scivolamenti, aggravati dall’erosione marina alla base della scarpata costiera. A ciò si aggiunge il peso dell’urbanizzazione e del traffico.
La Protezione civile tunisina invoca soluzioni strutturali e un monitoraggio permanente, mentre le autorità mantengono alta l’allerta anche in vista di nuove perturbazioni previste nel fine settimana, seppur di minore intensità.


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