”E’ una cifra non ancora attendibile perché non c’è stato materialmente il tempo per consentire ai tecnici dei comuni interessati di andare in giro per completare il lavoro di ricognizione. Mi sento di dire che andiamo oltre il mezzo miliardo, potrebbe arrivare a 700, 800 milioni, anche meno, dipende anche dal tipo di disagio che si è creato nell’entroterra”. Lo ha detto il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci nella trasmissione ’10 minuti’ Su Rete 4, condotta da Nicola Porro. ”A essere colpite non sono state solo le fasce costiere, molti comuni sono stati interessati da frane, alcune arterie viarie sono interrotte a causa degli smottamenti, sul litorale di Messina e su quello di Catania la situazione è davvero impressionante – ha aggiunto – Strade per centinaia e centinaia di metri assolutamente inutilizzabili, il mare è riuscito a cancellare la storica spiaggia della Playa di Catania. Insomma è un problema serissimo”.
“Lo Stato non è più nelle condizioni di pagare sempre e ovunque, tant’è che abbiamo chiesto l’assicurazione obbligatoria per le imprese con polizze catastrofali proprio come avviene in altri paesi: se si sa che l’Italia è un paese esposto a tutti i rischi è giusto che chi mette su un’impresa sostenga una polizza catastrofale. Mi auguro ci siano locali già assicurati, ma chiaramente lo Stato continuerà a fare la sua parte – prosegue Musumeci, – Ogni anno eroghiamo almeno 3 miliardi di euro per la ricostruzione: se li utilizzassimo per la prevenzione credo che i costi sarebbero di gran lunga inferiori ed eviteremmo di piangere i morti. Speriamo che tutte e tre le Regioni formalizzino la richiesta dello stato di calamità nazionale: il mio compito è illustrare al governo la richiesta, che sarà sicuramente accolta”.
“Siamo tutti sollevati per il fatto che non si siano registrati feriti o vittime, significa che l’allerta è stata raccolta da buona parte delle popolazioni interessate e su questo dobbiamo pressare nei prossimi mesi e anni. La Protezione civile non deve essere solo emergenza ma anche prevenzione strutturale, che significa costruire bene, e non strutturale, che significa andare nelle scuole a spiegare ai bambini come gestire ad esempio un terremoto: questa vicenda del ciclone ci ha insegnato che dando l’allarme qualche ora prima riusciamo a evitare vittime”.


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