Clima, l’impatto di El Niño sui progressi nell’aspettativa di vita: lo studio

I ricercatori dimostrano che El Niño non è solo un'anomalia climatica temporanea, ma un fattore persistente che rallenta nel tempo i miglioramenti della sopravvivenza

Gli eventi di El Niño, destinati a intensificarsi con il riscaldamento globale, potrebbero ridurre di quasi tre anni i progressi nell’aspettativa di vita nei Paesi più ricchi dell’area del Pacifico entro la fine del secolo, causando perdite economiche cumulative fino a 35mila miliardi di dollari. È quanto emerge da uno studio internazionale guidato dalla Nanyang Technological University di Singapore e pubblicato sulla rivista Nature Climate Change. Analizzando oltre sessanta anni di dati di mortalità (1960-2022) provenienti da dieci Paesi ad alto reddito dell’area Pacific Rim, i ricercatori dimostrano che El Niño non è solo un’anomalia climatica temporanea, ma un fattore persistente che rallenta nel tempo i miglioramenti della sopravvivenza.

Nei periodi senza ENSO (El Nino-Southern Oscillation), la mortalità complessiva diminuiva in media del 2,1% l’anno; cinque anni dopo un evento di El Niño, questo miglioramento si indebolisce fino a un peggioramento dello 0,6%. Eventi storici come quelli del 1982-83 e del 1997-98 avrebbero già ridotto i guadagni di aspettativa di vita alla nascita di circa 0,5 e 0,4 anni, con costi economici stimati rispettivamente in 2,6 e 4,7 mila miliardi di dollari.

Secondo il primo autore Yanbin Xu, anche società ricche e ben attrezzate vedono “erodersi silenziosamente” i progressi sanitari a ogni grande evento di El Niño, attraverso ondate di calore, inquinamento atmosferico e stress sui sistemi sanitari.

I modelli proiettati al 2100, in uno scenario di emissioni moderate, indicano una perdita cumulativa di 2,8 anni di aspettativa di vita e un impatto economico pari a circa l’1% della produzione regionale.

I ricercatori sottolineano che gli effetti sanitari colpiscono soprattutto giovani e anziani, mentre il peso economico si concentra sugli adulti in età lavorativa, rafforzando l’urgenza di politiche di adattamento oltre alla mitigazione climatica.