Clima, rapida dissoluzione di La Niña e possibile avvio di una fase neutra o pre-El Niño: effetti dinamici sulla circolazione tropicale e sugli schemi di teleconnessione globale

Clima, La Niña in rapido collasso: il Pacifico tropicale cambia fase e prepara il terreno a un nuovo El Niño nel 2026

Il 2026 si profila come un anno di svolta nella circolazione atmosferica globale, segnato dalla rapida dissoluzione della La Niña e dalla progressiva affermazione di un nuovo El Niño. Questo cambio di fase nel Pacifico tropicale, combinato con un importante riscaldamento stratosferico invernale, sta imprimendo una forte accelerazione alla dinamica emisferica, con potenziali ripercussioni su Nord America ed Europa già tra la fine dell’inverno e la primavera.

Dal collasso della La Niña alla nascita di El Niño

La La Niña che ha dominato gli ultimi mesi mostra segnali evidenti di cedimento strutturale. Le anomalie fredde superficiali nel Pacifico equatoriale si sono attenuate rapidamente, erose da un intenso episodio di Westerly Wind Burst che ha temporaneamente interrotto la circolazione dei trade winds. Questo processo ha favorito il trasferimento di calore verso est, indebolendo il meccanismo di autosostentamento tipico della fase fredda ENSO.

El Niño e La Niña

In profondità, tra 100 e 250 metri, si osserva lo sviluppo di una vasta warm pool nel Pacifico occidentale, ora in propagazione verso il settore centrale ed orientale del bacino. Questo segnale indica una riduzione dell’upwelling freddo e prepara il sistema a un rapido riscaldamento anche in superficie, preludio all’avvio di El Niño.

Tempistiche previste: ENSO neutro e poi El Niño entro il 2026

Le proiezioni multi-modello indicano una chiusura definitiva della La Niña in primavera, seguita da una fase ENSO neutra e dall’ingresso in El Niño già nel corso dell’estate 2026. Il picco dell’anomalia calda è atteso durante l’inverno 2026/27. Si tratta di una transizione relativamente rapida, in grado di produrre un vero cambio di regime nella circolazione planetaria.

Fine inverno e primavera 2026: ENSO e stratosfera in sinergia

A rendere il quadro particolarmente sensibile contribuisce un riscaldamento stratosferico maggiore previsto a inizio febbraio, con possibile collasso e frammentazione del vortice polare a 10 hPa. Eventi di questo tipo favoriscono blocchi anticiclonici alle alte latitudini, soprattutto tra Groenlandia e Nord Atlantico, e aumentano la probabilità di irruzioni fredde tardive verso le medie latitudini.

El Niño SST anomalie

I compositi di anni analoghi mostrano una configurazione ricorrente: alte pressioni persistenti alle alte latitudini e una fascia di basse pressioni che si estende dal Canada verso l’Atlantico e l’Europa. Questo pattern favorisce afflussi freddi su parte del Nord America e, a tratti, sull’Europa centro-settentrionale.

Possibili effetti sulla stagione degli uragani atlantici 2026

In presenza di un El Niño in consolidamento, la climatologia suggerisce un aumento del wind shear verticale sull’Atlantico tropicale. Questo fattore tende a limitare lo sviluppo di uragani intensi, riducendo la probabilità di grandi cicloni capaci di mantenere struttura e forza fino al continente americano.

Se la tempistica prevista verrà confermata, la stagione degli uragani atlantici 2026 potrebbe risultare meno favorevole ai sistemi più intensi rispetto agli anni dominati da La Niña, pur restando soggetta alla variabilità regionale dell’oceano Atlantico.

Inverno 2026/27: segnali più netti sul Nord America

Negli inverni successivi a una Niña in dissoluzione con El Niño in sviluppo, il Nord America mostra spesso un pattern caratteristico: temperature sopra media su porzioni del Canada e del nord degli Stati Uniti, ma anomalie fredde più frequenti su ovest, sud ed est degli USA, con una storm track meridionale più attiva.

Per l’Europa, la risposta a ENSO è più indiretta e mediata dall’Atlantico e dagli indici come NAO. Tuttavia, nelle annate analoghe emerge una maggiore dinamicità atmosferica, con fasi di blocco e ondulazioni del getto capaci di favorire episodi freddi anche sul continente europeo.

Un 2026 dominato dalla variabilità

La combinazione tra fine rapida della La Niña, nascita di El Niño e disturbi stratosferici suggerisce che il 2026 sarà caratterizzato da una marcata variabilità atmosferica. Blocchi alle alte latitudini, getto ondulato e frequenti scambi meridiani potrebbero rendere il periodo tra fine inverno e inverno 2026/27 uno dei più interessanti e complessi da interpretare sul piano meteorologico e climatico.