Come vecchi computer hanno gestito la sonda spaziale Voyager 1 della NASA negli ultimi 47 anni

La Voyager 1 sta volando nello spazio interstellare con una tecnologia che per gli standard odierni è praticamente preistorica

Quando la sonda Voyager 1 della NASA fu lanciata nel 1977, i personal computer erano un lusso, le calcolatrici meraviglie tascabili e i floppy disk all’avanguardia. Eppure, quasi mezzo secolo dopo, la sonda è ancora in funzione e sta viaggiando nello spazio interstellare alimentata da una tecnologia che sembrerebbe preistorica per gli standard odierni. La Voyager 1 è basata su tre computer principali, ognuno progettato per una funzione diversa: controllo di volo, operazioni di comando e gestione dei dati. Queste macchine hanno meno memoria di un moderno orologio digitale, circa 69 kilobyte combinati, eppure sono state abbastanza affidabili da guidare la Voyager a miliardi di chilometri di distanza.

Memoria che potresti mettere su un post-it

Per fare un paragone, oggi una singola foto scattata con uno smartphone occupa più spazio di tutti i computer della Voyager messi insieme. La memoria della sonda è di sola lettura, progettata per resistere alle radiazioni cosmiche e funzionare a temperature estremamente basse.

Programmazione senza Internet

La Voyager 1 non può scaricare aggiornamenti in pochi secondi come i gadget moderni. Ogni comando deve essere inviato dalla Terra, percorrendo oltre 24 miliardi di chilometri alla velocità della luce e impiegando più di 22 ore per arrivare.

Costruita per sopravvivere al gelo

Nello spazio profondo, le temperature possono scendere fino a -200°C. L’elettronica di bordo è stata progettata con schermature e riscaldatori speciali per garantire il funzionamento dei circuiti degli anni ’70, anche senza moderni sistemi di raffreddamento.

Energia da un cuore nucleare

I computer funzionano con l’energia fornita da generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG), che convertono il calore del plutonio in decadimento in elettricità. Queste fonti di energia si esauriranno gradualmente, e si prevede che manterranno in funzione gli strumenti della Voyager fino alla metà degli anni ’30.

Quando si spegnerà

Quando gli RTG non saranno più in grado di fornire elettricità a sufficienza, la Voyager 1 spegnerà i suoi strumenti uno alla volta, fino a diventare silenziosa. Ma continuerà a vagare, silenziosa messaggera dell’umanità, per milioni di anni.

Una testimonianza di ingegneria

La sopravvivenza della Voyager 1 dimostra che un design intelligente, la ridondanza e la semplicità a volte possono sopravvivere a tecnologie più avanzate e fragili. Il suo viaggio è una capsula del tempo del genio informatico degli anni ’70, che continua a scrivere la storia tra le stelle.