Etna: campo lavico nella Valle del Bove ancora alimentato, fronte a 1360 metri di quota

Eruzione Etna, continua inoltre ad intensità variabile l'attività stromboliana al cratere Voragine con blande emissioni di cenere

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza e da rilievi di terreno svolti da personale INGV con l’ausilio di droni, si osserva che il campo lavico in Valle del Bove, sull’Etna, “è ancora alimentato ed il fronte più avanzato ha raggiunto lentamente la quota di circa 1360 metri s.l.m.. In particolare, il sorvolo con drone ha permesso di dettagliare che l’area più attiva del campo lavico si trova più a monte di Rocca Musarra tra quota 1800 e 1700 metri s.l.m., dove un flusso lavico, che si è sovrapposto su quello dei giorni precedenti (fronte a 1360 metri s.l.m.), dal suo canale di scorrimento sta alimentando diversi flussi lavici di minore entità. Attualmente, il fronte del flusso lavico in sovrapposizione si attesta a quota di circa 1600 metri s.l.m.”.

“Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, si osserva, inoltre, che continua ad intensità variabile l’attività stromboliana al cratere Voragine con blande emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale”, aggiunge l’INGV-OE.

Dal punto di vista sismico l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato a partire dalle ore 11:00 circa di giorno 2 gennaio delle oscillazioni, sempre nei valori medi, che talvolta hanno raggiunto la fascia dei valori alti. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico risulta ubicata in un’area posta in prossimità del cratere Voragine ad una elevazione di circa 2800 – 3000 metri s.l.m.. Riguardo i segnali infrasonici non è stato possibile effettuare una valutazione attendibile, sia per quanto riguarda il tasso di occorrenza che l’ubicazione delle sorgenti, a causa delle avverse condizioni meteo. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative”, conclude la nota dell’INGV-OE.

In un comunicato successivo, l’INGV precisa che “prosegue, senza sostanziali variazioni, l’attività eruttiva dell’Etna. In particolare, i rilievi giornalieri di terreno e da drone del campo lavico, realizzati dal personale dell’Osservatorio Etneo (INGV-OE), hanno evidenziato che continua l’attività effusiva alla bocca di quota 2100 metri s.l.m. caratterizzata da un basso tasso effusivo”.