“La situazione è peggiorata. La frana è ancora in corso, il fronte è di circa quattro chilometri. Alcune abitazioni sono già cadute, così come il belvedere che è andato giù per 25 metri. La città è quasi irraggiungibile dal momento che due strade provinciali sono chiuse. Siamo molto preoccupati“. Lo ha detto il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, intervistato da SkyTg24. “I residenti della zona rossa che abbiamo fatto uscire sono 1.060 – ha aggiunto -. Molti hanno trovato una sistemazione di fortuna“.
“La nostra casa è crollata. In un’ora sono stati spazzati via i sacrifici di una vita“. A parlare è Sergio Francesco Cirrone, un giovane di Niscemi che ieri, insieme alla sorella e ai genitori, è stato costretto ad abbandonare l’abitazione in cui vivevano, in via Garibaldi 5, nel quartiere Sante Croci, la zona interessata dallo smottamento. “Non siamo stati avvisati da nessuno – ha detto ancora ad AGI, Cirrone – un’ora prima del crollo abbiamo visto che si era spezzata la strada provinciale 10. Poco dopo abbiamo notato delle crepe sulla scala del nostro edificio. A quel punto, senza perdere tempo, abbiamo deciso di andare via senza portare nulla con noi. Era una casa di due piani – ha aggiunto – che adesso è aperta a meta’. Era stata realizzata dai miei genitori una trentina di anni fa con tanti sacrifici. Avevano investito tutti i loro risparmi proprio su quella abitazione. Adesso siamo in una casa di campagna di nostra proprietà ma ci sono tante persone sfollate e disperate. La situazione è drammatica. In quella zona abbiamo anche un locale, al momento in gestione e rischiamo di perderlo perché ricade nella cosiddetta zona rossa. Speriamo adesso che la Regione intervenga e che dalle parole si passi ai fatti“.
Cirrone, presidente regionale vicario della Democrazia cristiana giovani, appena una settimana fa, aveva inviato una nota al governatore Renato Schifani per chiedere alla Regione i fondi necessari per mettere in sicurezza i versanti collinari di Niscemi, dopo l’evento franoso, che si estende per un chilometro e 600 metri, verificatosi lo scorso 16 gennaio.

































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