“Ho approfittato per recarmi a Niscemi, che pure sorvolavo, e poi alla fine ho deciso di scendere per andare a parlare con il sindaco, perché lì la situazione è particolarmente complessa, oggettivamente. Vista di persona, è ancora più impattante di immagini che già sono abbastanza significative. Abbiamo fatto un punto di situazione con il sindaco e con la Protezione Civile. Questa mattina noi ci siamo concentrati soprattutto sulla necessità di dare risposte a circa 1.500 attuali sfollati, poi si capirà quanti sono i definitivi, perché la frana sta ancora muovendo”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una riunione sull’emergenza maltempo in occasione della sua visita in Sicilia.
“Ma sicuramente noi – ha aggiunto – con il Ministro Musumeci per le case che si trovano proprio sull’orlo del precipizio possiamo intervenire con Casa Italia, abbiamo le risorse per intervenire anche da subito. Ma le emergenze sono chiaramente le persone sfollate, sono la viabilità che lì è particolarmente compromessa, perché due strade provinciali su tre sono sostanzialmente inagibili ad oggi e, quindi, si sta lavorando a un piano di viabilità alternativo, anche usando le antiche rotte dell’agricoltura. Ci sono tre scuole nella zona rossa, tra elementari e asilo: vorremmo tentare anche qui di dare risposte immediate per cercare il prima possibile di restituire alla cittadinanza una normalità anche nella possibilità per i bambini di andare a scuola. C’è il problema della rete energetica, particolarmente del gas, sulla quale pure si sta lavorando da subito”.
A Niscemi la situazione è resa “complessa” dal fatto che “finché non si ferma la frana noi non siamo in grado di definire quale sia la parte di questa attuale zona rossa, 150 metri ma chiaramente molto precauzionali, che effettivamente va definitivamente perimetrata. Finché questo non accade, il lavoro sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione totale non si può iniziare”, ha continuato Meloni in un video diffuso da Palazzo Chigi. “Su questo io ho stressato molto i miei interlocutori questa mattina per cercare di rimetterci seduti al tavolo nel minore tempo possibile per poter dare risposte definitive alla popolazione – ha aggiunto il Premier -. Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all’argilla di asciugarsi e quindi di sedimentare la situazione”.
Meloni: “lavoriamo insieme senza polemiche, tutti responsabili”
Per dare “risposte celeri” ai territori colpiti dal maltempo “serve una filiera, non è una cosa che posso fare io da sola, il governo da solo” o “il Ministro Musumeci da solo, il Presidente Schifani da solo. Serve che ci lavoriamo tutti insieme, in buona fede, evitando le polemiche perché qui tutti quanti abbiamo la stessa responsabilità, lo stesso obiettivo che è dare risposta ai nostri cittadini“, ha detto ancora il Premier Meloni. “Voglio fare un ringraziamento, i miei complimenti – ha aggiunto – anche ai sindaci e agli amministratori, a quelli che sono presenti, a quelli che non lo sono stamattina per ragioni di dimensione dei comuni coinvolti, perché le risposte che voi siete stati in grado di dare nelle prime ore a partire dal sindaco di Catania sono molto importanti e fanno una parte significativa della percezione che i cittadini hanno della presenza dell’istituzione in un momento di difficoltà”.
“I piani di prevenzione hanno funzionato bene e questa è la ragione per cui noi oggi parliamo di ricostruire e non piangiamo delle vittime e quindi credo che vada dato atto al lavoro straordinario dalla Protezione Civile“, ha aggiunto Meloni.
“Quando spendiamo i soldi, ci dobbiamo ricordare che sono soldi dei cittadini e non nostri. È un lavoro che va fatto con un margine di serietà, quindi ci serve avere tutte le informazioni su qual è effettivamente l’entità delle risorse necessarie e, come sempre, le risorse arriveranno“, ha detto ancora il Presidente del Consiglio.


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