Da domani, 29 gennaio, l’Italia entra ufficialmente nei cosiddetti Giorni della Merla, il trittico di date che la tradizione popolare elegge come il periodo più gelido dell’anno. È un momento sospeso tra mito e realtà, dove il fumo dei camini e il bianco della brina rievocano la leggenda della piccola merla che cercava rifugio dal gelo, preparandoci al passaggio verso la Candelora del 2 febbraio. Quest’anno, tuttavia, il folklore non è solo un racconto da focolare: la saggezza degli antichi sembra trovare un riscontro diretto in un cielo che ha deciso di mostrare il volto più severo dell’inverno. Una sequenza di perturbazioni sta infatti attraversando la Penisola, portando con sé quell’atmosfera ancestrale di attesa per la primavera che, secondo i detti popolari, è ancora tutta da conquistare. Mentre i nostri antenati scrutavano il comportamento degli uccelli o l’intensità della neve per indovinare la fine della stagione fredda, oggi i modelli meteorologici confermano un quadro di spiccata dinamicità, in cui il gelo della “Merla” si fonde con una realtà meteorologica fatta di piogge abbondanti, venti di burrasca e il tanto atteso ritorno della neve sulle Alpi.
Meteo: Italia nella morsa del maltempo
La situazione atmosferica attuale sembra confermare in pieno la “morsa” tipica di fine gennaio. Attualmente, il nostro Paese è interessato da una nuova ondata di maltempo, iniziata ieri martedì 27 gennaio. Nella giornata di oggi, la perturbazione sta portando piogge diffuse e abbondanti, nevicate significative in montagna e raffiche di vento sulle zone costiere.
Ma non finisce qui: proprio in coincidenza con l’inizio dei Giorni della Merla, dalla giornata di domani giovedì 29, è attesa un’ulteriore perturbazione, che tornerà a coinvolgere prevalentemente le regioni centro-meridionali, confermando la tradizione di fine mese come fase critica della stagione.
Dalla Merla alla Candelora: cosa dicono i proverbi?
La leggenda narra di una merla dalle piume bianchissime che, per sfuggire al gelo di un Gennaio allora di soli 28 giorni, si rifugiò in un comignolo. Ne uscì il 1° febbraio nera di fuliggine, spiegando così il piumaggio scuro di questi uccelli. Secondo la credenza popolare, se i Giorni della Merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono miti, la primavera tarderà ad arrivare.
Subito dopo, il 2 febbraio, celebreremo la Candelora (la Presentazione di Gesù al Tempio), nota per il rito della benedizione delle candele ma anche per il celebre detto: “Per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno semo fora ma se plora e tira vento dell’inverno semo dentro“.
Stando alle attuali tendenze, la Candelora 2026 potrebbe ricadere proprio nella seconda parte del proverbio. Al momento la tendenza sembra indicare correnti atlantiche perturbate che continueranno a dominare in pieno la scena meteorologica italiana. Questa situazione dovrebbe portare a un inizio mese decisamente dinamico e turbolento, con precipitazioni diffuse e raffiche di vento.
Speranza per le Olimpiadi: torna la neve sulle Alpi
In questo scenario di maltempo, c’è una nota positiva per gli amanti della montagna e per l’organizzazione delle prossime Olimpiadi invernali. La neve, finora latitante sulle Alpi, potrebbe finalmente arrivare a imbiancare le vette che faranno da scenario alle competizioni. Si tratta comunque di previsioni a lunga scadenza che dovranno essere confermate nei prossimi giorni, ma i segnali per un febbraio “bianco” sulle vette del Nord sembrano esserci tutti.



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