Il 25 gennaio 1348 il grande terremoto che scosse le Alpi Orientali

Tra storia e sismologia, la ricostruzione di un evento estremo al confine tra Italia, Austria e Slovenia

Oggi, 25 gennaio, la memoria sismica europea riporta lo sguardo al 1348, data di uno dei terremoti più violenti del Medioevo. Mentre nel 2026 ricorre il 50° anniversario del sisma del Friuli del 1976, un approfondimento di Carlos Caracciolo (INGV-BO) sul blog INGVterremoti ci ricorda quanto sia cruciale studiare gli eventi del passato per valutare la pericolosità attuale. Il sisma del 1348 ebbe origine nel complesso sistema tettonico dove la microplacca Adriatica collide con quella Eurasiatica. Grazie all’analisi critica di fonti storiche – tra cui la Nuova Cronica di Giovanni Villani e i testi del frate Detmar di Lubecca – i ricercatori hanno localizzato l’epicentro nella Sella di Camporosso (Val Canale). Con una magnitudo momento (Mw) stimata di 6.6, l’evento sprigionò un’energia paragonabile a quella del 1976, raggiungendo intensità macrosismiche del 9-10 grado MCS.

Oltre alla distruzione di centri come Villach, il terremoto causò gravi “effetti a cascata”: la colossale frana del monte Dobratsch ostruì il fiume Gail, provocando inondazioni che cancellarono per sempre numerosi centri abitati. Studiare queste catastrofi lontane, spiega Caracciolo, è fondamentale per affinare i moderni modelli di rischio in un’area oggi vitale per i flussi europei.