Il Congresso frena i tagli alla NASA

Ripristinati miliardi per la scienza spaziale, ma resta l’incognita sul ritorno dei campioni da Marte

Il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di opporsi ai drastici tagli alla NASA proposti dall’amministrazione Trump nel bilancio federale 2026. La Casa Bianca aveva richiesto per l’agenzia spaziale appena 18,8 miliardi di dollari, il 24% in meno rispetto all’anno precedente, colpendo in modo particolarmente severo i programmi scientifici, ridotti a 3,9 miliardi: un taglio vicino al 75%. La proposta presidenziale però non è vincolante. L’ultima parola spetta infatti al Congresso, che ha reagito presentando un piano di bilancio ben più generoso. Camera e Senato hanno concordato uno stanziamento complessivo di 24,4 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2026, iniziato lo scorso 1° ottobre. Una parte significativa dei fondi recuperati andrebbe proprio alla scienza, che salirebbe a 7,25 miliardi di dollari.

Secondo una sintesi del Senato, il disegno di legge respinge l’ipotesi di cancellare decine di missioni in corso o pianificate. Tra i progetti salvati spicca Dragonfly, la missione diretta verso Titano, luna di Saturno, che riceverà 500 milioni di dollari. Il veicolo volante dovrebbe decollare nel 2028 alla ricerca di molecole prebiotiche. Altri 300 milioni serviranno a completare il telescopio spaziale Nancy Grace Roman, pronto al lancio già nei prossimi mesi.

Resta però escluso un progetto cruciale: il ritorno sulla Terra dei campioni di Marte. Per riportare a casa i materiali raccolti dal rover Perseverance, la NASA dovrà probabilmente ripensare l’intera strategia.