Il maltempo restituisce la storia: reperti fenicie riaffiorano dal mare in Sardegna

Il maltempo svela un antico insediamento costiero nel Sud/Ovest dell’Isola, aprendo nuove prospettive di studio sul passato fenicio

Un’ondata di maltempo eccezionale ha trasformato una spiaggia della Sardegna sudoccidentale in un inatteso sito archeologico a cielo aperto. Sul litorale di Domus De Maria, non lontano dalla celebre spiaggia di Chia, il mare ha eroso la sabbia portando alla luce 2 tombe e numerosi reperti riconducibili all’epoca fenicia, tra cui anfore e vasi ceramici. La scoperta, avvenuta nei giorni scorsi, conferma il ruolo strategico delle coste sarde nei traffici del Mediterraneo antico. I Fenici, abili navigatori e mercanti, frequentavano queste aree già a partire dal IX secolo a.C., lasciando tracce materiali oggi fondamentali per ricostruire le dinamiche culturali e commerciali dell’epoca.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno immediatamente messo in sicurezza l’area, e i tecnici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, incaricati di valutare lo stato di conservazione dei manufatti. Le prime analisi visive suggeriscono un’elevata importanza scientifica del ritrovamento.

L’accesso al sito è stato temporaneamente interdetto in attesa dell’arrivo di archeologi specializzati, che avvieranno operazioni di scavo controllato. Un intervento delicato ma essenziale per preservare e studiare questi resti, testimonianza preziosa della profonda stratificazione storica del Sud Sardegna.