Oggi, 3 gennaio 2026, mentre nell’emisfero Nord affrontiamo alcune delle giornate più fredde dell’anno, la Terra vive un momento astronomico sorprendente e controintuitivo: si trova alla minima distanza dal Sole. Questo evento, noto come perielio, passa quasi inosservato fuori dagli ambienti scientifici, ma racconta molto su come funziona davvero il nostro pianeta nello spazio. L’idea secondo cui più vicini al Sole significhi più caldo è intuitiva, ma profondamente sbagliata quando si parla delle stagioni terrestri. Proprio nei primi giorni di gennaio, infatti, la Terra è più vicina alla nostra stella di quanto non lo sia in piena estate. Un apparente paradosso che affascina e che offre l’occasione perfetta per chiarire una delle convinzioni più diffuse – e più errate – sulla natura delle stagioni e sull’orbita terrestre.
Cos’è il perielio e quando avviene
L’orbita terrestre non è un cerchio perfetto, ma un’ellisse, leggermente schiacciata. Per questo motivo, durante l’anno la distanza tra la Terra e il Sole varia. Nel 2026, il perielio cade oggi 3 gennaio alle 17 UTC (le 18 ora italiana). In quel momento il nostro pianeta si troverà a circa 147 milioni di km dal Sole, la distanza minima dell’anno.
Per rendere l’idea:
- distanza media Terra-Sole: circa 150 milioni di km
- distanza massima (afelio, a inizio luglio): circa 152,5 milioni di km
In pratica, a gennaio siamo circa il 3% più vicini al Sole, ovvero 2,5 milioni di km in meno, rispetto all’estate boreale.
Se siamo più vicini al Sole, perché fa freddo?
È una delle domande più comuni – e la risposta è fondamentale per capire come funziona il nostro pianeta. La distanza dal Sole non causa le stagioni. Il vero responsabile è l’inclinazione dell’asse terrestre, che è inclinato di circa 23,5 gradi rispetto al piano dell’orbita.
- In inverno, l’emisfero Nord è inclinato lontano dal Sole: la luce arriva più obliqua e le giornate sono più corte;
- In estate, lo stesso emisfero è inclinato verso il Sole: la luce è più diretta e le giornate sono più lunghe.
I momenti di massima inclinazione corrispondono ai Solstizi di giugno e dicembre. È l’angolo con cui la luce solare colpisce la superficie terrestre, non la distanza, a determinare il caldo e il freddo.
Il perielio influisce sulla durata delle stagioni
Anche se non le crea, la forma ellittica dell’orbita terrestre influisce sulla durata delle stagioni. Quando la Terra è al perielio:
- si muove più velocemente lungo l’orbita;
- viaggia a quasi 30,5 km al secondo.
In confronto, all’afelio (a luglio) la velocità orbitale è circa 1 km/s più lenta. Ciò ha una conseguenza interessante:
- l’inverno nell’emisfero Nord è la stagione più corta;
- l’estate boreale dura quasi 5 giorni in più.
Lo stesso vale a emisferi invertiti:
- nell’emisfero Sud, l’estate è più breve;
- l’inverno è più lungo di circa 5 giorni.
Un ritmo cosmico
Il perielio di gennaio è un ottimo esempio di come l’astronomia riesca a sfatare intuizioni apparentemente logiche ma errate. Anche quando siamo più vicini al Sole, l’inverno può essere rigido: è la geometria della Terra nello Spazio, non la sua distanza dalla nostra stella, a governare il ritmo delle stagioni.


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