Quaranta morti e 119 feriti, tra cui molti “che lottano tra la vita e la morte”. È il bilancio fornito delle autorità svizzere nella conferenza stampa sulla tragedia dell’incendio scoppiato nel bar a Crans-Montana nella notte di Capodanno. “Stiamo affrontando una tragedia e un bilancio di vittime devastante. Quaranta persone sono morte. Queste cifre sono strazianti e, a nome del governo vallesano, desidero esprimere la mia più profonda solidarietà e le mie più sincere condoglianze per questa perdita“, ha affermato Mathias Reynard, Presidente del consiglio di Stato del Canton Vallese.
“Molti feriti stanno ancora lottando per la vita. Molti di coloro che ricevono cure sono in condizioni critiche“, ha spiegato. “I feriti sono 119. Sulla base delle informazioni attualmente a nostra disposizione, 113 sono stati identificati formalmente e definitivamente. Per altri sei, il processo di identificazione formale e definitiva è ancora in corso. Tra i feriti identificati formalmente, 61 sono cittadini svizzeri. Abbiamo anche 14 cittadini francesi, 11 italiani, quattro serbi, un bosniaco, un belga, un polacco e un portoghese“, ha spiegato il comandante della Polizia cantonale vallese Frederic Gisler. L’identificazione delle vittime in questo momento “è prioritaria” e “nessun errore è permesso“, anche se la procedura è difficile, hanno confermato le autorità di Polizia svizzere in una conferenza stampa.
Inoltre – è stato annunciato – una cinquantina di feriti nel rogo sarà trasferita presto in centri specializzati in ustioni in Europa.
“Le cifre comunicate oggi riguardano esclusivamente persone formalmente identificate: questi dati sono destinati a evolvere nelle prossime ore e giorni”, ha precisato la procuratrice svizzera Beatrice Pilloud, spiegando ai giornalisti le discrepanze nei dati diffusi da altre fonti con “l’evoluzione della situazione”.
Procuratrice conferma: “fuoco partito dalle candele sulle bottiglie di champagne”
”Tutto lascia pensare che il fuoco sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne” e che hanno provocato un incendio “del soffitto di legno del locale”, ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale Pilloud, aggiungendo che “nessuna ipotesi viene esclusa nell’indagine”. Pilloud ha spiegato che “l’incendio è divampato molto rapidamente” e per l’inchiesta “sono stati ottenuti e analizzati dei video, diverse persone sono state interrogate, sono state condotte perlustrazioni sul luogo della tragedia”.
“Sembra che il fuoco sia partito dalle candele scintillanti, conosciute anche come flare, che erano state piazzate sulle bottiglie di champagne. Erano troppo vicine al soffitto e questo ha causato quello che viene definito un flashover, con le fiamme che si diffondono molto rapidamente”, ha aggiunto la procuratrice.
“Si indaga per incendio e omicidio colposi”
Le ipotesi di reato nell’inchiesta aperta oggi sulla strage di Crans-Montana sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Lo ha detto la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud in conferenza stampa, precisando che “tutte le piste sono aperte“. L’inchiesta si concentrerà in particolare su lavori svolti nel locale, sulle misure di sicurezza, i materiali impiegati, le misure di sicurezza e antincendio, il numero di persone presenti, il numero di persone autorizzate e le vie di evacuazione e d’accesso.



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